Notiziario trimestrale dell'Ente Parchi del Lago Maggiore
Numero 51 (ottobre - dicembre 2007)
Ancora sui canneti di Dormelletto
In una lettera al Martino, di cui pubblichiamo qui uno stralcio, una residente di Dormelletto, dopo aver dichiarato di condividere il contenuto dell’articolo “I canneti di Dormelletto starebbero benissimo se…”, apparso sul notiziario n. 49 dell’aprile scorso, sottolinea la persistente situazione di degrado di alcune zone della riserva.
“…omissis… Unico passaggio dell’articolo citato che non mi trova d’accordo è quello riguardante il risanamento dell’area dai rifiuti …omissis… Mi chiedo, è una riserva o una porzione di territorio priva di interesse che deve sparire per lasciare spazio ai cafoni? ...omissis…Dalla sua istituzione continua ad essere segnalata solo dai cartelli verdi, talora invisibili, ma perché non posizionare cartelli corredati da essenziali informazioni sulle zone umide e cartelli con le norme da osservare …omissis… Questo rappresenterebbe un servizio, non solo per i turisti della domenica, ma anche per quei residenti che utilizzano uno spazio pubblico come se fosse privato”. (Lettera firmata).
Rimandando ad altra sede una risposta dettagliata all’utente, qui possiamo sinteticamente ribadire quanto detto a più riprese anche in questo notiziario.
Raccogliamo subito il suggerimento “cartelli”: è vero, un po’ di materiale informativo in più sul territorio non guasterebbe, per un’area così facilmente confondibile con i pasticciati dintorni come la riserva di Dormelletto. A nostra scusante possiamo solo richiamare il concetto già più volte espresso anche sul Martino: le energie, le risorse e il tempo speso per rincorrere le magagne, opporsi agli appetiti speculativi, surrogare enti diversi, denunciare inadempienze, ecc. ecc., vanno a scapito di attività più positive, produttive e di investimento per il futuro.
Quanto ai comportamenti “cafoni” citati dalla lettrice (motoscafi, cani liberi, tagli abusivi, ecc.), le diverse decine di verbali elevati dai guardiaparco ogni anno nell’area testimoniano un impegno che purtroppo deve spesso andare oltre l’azione di prevenzione (e tre guardie “e mezzo” per tre aree protette non potrebbero fare molto di più!).
E veniamo al tormentone “rifiuti”. L’Ente Parchi ha impiegato dal 1998 ad oggi diverse decine di migliaia di euro per raccogliere e smaltire rifiuti periodicamente depositati dal lago (e non solo) nelle riserve di Fondotoce e Dormelletto, smaltendone non poche tonnellate, di genere vario (compresi ben 11 relitti di imbarcazioni, in collaborazione col Comune di Dormelletto!). E allora perché il risultato “non si vede”? Per due semplici motivi. Il primo è che il lago ad ogni piena stagionale riversa nuovi rifiuti, e su questo possiamo farci poco (salvo riflettere sul fatto che il lago, e i canneti, i rifiuti non li producono ma li spostano e li trattengono: bisognerebbe smettere di buttarceli!). Il secondo è che la raccolta dei rifiuti dal suolo pubblico non è prevista tra le competenze di un ente gestore di aree protette come il nostro, il quale pertanto deve arrabattarsi a cercare finanziamenti ad hoc per fare un’attività per la quale non ha risorse proprie. Detto questo, non rinunciamo certo alla lotta: continueremo a cercare di volta in volta le risorse e chissà, si potrebbe anche provare a far ritornare in auge le “battute” con volontari e residenti, sperando di non trovarsi poi a lavorare solo in cinque: le tre guardie “e mezzo” e la cortese lettrice!