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MARTIN PESCATORE

Notiziario trimestrale dell'Ente Parchi del Lago Maggiore
Numero 52 (gennaio - marzo 2008)

In questo numero troverete:



La storia infinita

La magia e la realtà dei cambi di stagione

 

Ci sono cose, nel lavoro di gestione delle nostre aree protette, che ci aiutano a ritrovare intorno a noi -e di conseguenza all’interno di noi -dei punti fermi, magari dimenticati o sopiti, delle certezze, ultimamente vacillanti, e quelle motivazioni che ci hanno portato a fare questo “lavoro” e a continuarlo. Una di queste “spinte” (l’abbiamo sicuramente già detto e scritto) ci viene costantemente dall’alternarsi delle stagioni e dal continuo adattamentodeglielementinaturali a questi ripetuti cambiamenti.
Quello che potrebbe sembrare un monotono ripetersi di quadri e situazioni già viste e conosciute fornisce invece la possibilità, anche a noi altri, di mantenere il nostro orologio biologico al passo con la natura ed un minimo di tranquillità emotiva basata sulla sicurezza del ripetersi di fasi di vita in un certo senso più facili da affrontare perchè,in qualche maniera,già note. E poi questa tranquillità viene affiancata (piano, piano) dalla inesauribile curiosità di vedere, verificare e scoprire le più o meno grandi differenze che immancabilmente modificano lo scenario quotidiano e stagionale.
Al giorno d’oggi l’attenzione ai nuovi particolari è inevitabilmente legata ad uno stato di tensione, perchè ci assale sempre più la paura che nuovi segnali siano obbligatoriamente latori di brutte notizie sullo stato di salute del nostro pianeta, che certamente non viene da noi trattato con l’intelligenza che diciamo di avere.
Ma, accantonando “le paure”, è bello vedere le piante incendiarsi di mille tonalità, il ritorno del pettirossoedelloscricciolo,deitordiedellecesene... anche quello dei cormorani (pur sapendo quante pretestuose discussioni lo accompagneranno).
E poi ci sono le cose “rare” e curiose: il nostro amico edredone (Samateria mollissima), che ha passato l’inverno scorso a Fondotoce ed è perfino diventato una “star” di Tele VCO, è tornato tra noi (ad essere onesti non sappiamo se sia proprio lo stesso, ma ci fa piacere pensarlo). La novità di quest’anno sono però gli orchi marini (non c’è nulla di cui spaventarsi), altre anatre il cui ambiente riproduttivo e di svernamento è il mare ma che, come l’edredone, sembrano trovarsi bene anche sul Lago Maggiore.
A fine settembre abbiamo avuto la visita di un esemplare di orchetto marino (Melanitta nigra) che per due giorni ha bazzicato le acque prospicienti la riserva del Fondo Toce; poi ad ottobre è arrivato un gruppo di dieci orchi marini (Melanitta fusca) e due di loro sono ormai fermi da un mese alla foce del fiume.
Potrebbe sembrare una fiaba, magari anche di quelle con personaggi apparentemente terrificanti, ma in tutti i casi speriamo che termini con “… e tutti vissero felici e contenti”. In fin dei conti, per chi ha letto Tolkien e ha visitato il Centro Studi sulle Migrazioni, è a Fondotoce che si trova il Signore degli anelli.

Marco Bandini



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