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MARTIN PESCATORE

Notiziario trimestrale dell'Ente Parchi del Lago Maggiore
Numero 52 (gennaio - marzo 2008)

 


Essere parte di un territorio

Ente Parchi e Piani Regolatori: un rapporto possibile

 

…significa, per l’Ente Parchi Lago Maggiore, partecipare, per quanto possibile, ai processi di pianificazione e sviluppo avviati a tutti i livelli. Negli ultimi anni, in particolare, si sono potute formalizzare osservazioni, opportunamente deliberate dalla Giunta Esecutiva dell’Ente, sui nuovi Piani Regolatori che si affacciano all’orizzonte dell’”aronese”.
Arona, Dormelletto e Oleggio Castello, infatti, seppure a diversi stadi evolutivi (deliberazione programmatica o progetto preliminare), hanno cominciato a prefigurare o disegnare il futuro del territorio contrassegnato dalla presenza delle aree protette dei Lagoni di Mercurago e dei Canneti di Dormelletto.
Non potendo fare a meno di rilevare che, mentre Arona e Dormelletto hanno coinvolto attivamente l’ente Parchi nel processo pianificatorio, Oleggio Castello si sarebbe accontentato di veder passare inosservato il proprio progetto preliminare, si può provare a sintetizzare con metafora scolastica la posizione dell’Ente Parchi nei confronti degli atti prodotti dai tre Comuni.
Si può dire quindi che, per l’Ente Parchi, Arona meriterebbe un buon voto,avendo svolto tuttavia sino ad ora solo la parte iniziale del compito, a Dormelletto si rimprovererebbero errori importanti, nell’ambito di un lavoro complessivamente ben impostato, mentre Oleggio Castello dovrebbe sicuramente impegnarsi di più per ottenere la sufficienza.
Non ce ne vogliano gli amministratori per lo spiritoso approccio, che comunque traduce soltanto il punto di vista di un ente che ha come fine istituzionale la salvaguardia dell’ambiente. Fuor di metafora, vale forse la pena di riassumere alcune delle osservazioni ai tre P.R.G. formulate dall’Ente Parchi.

Di Arona si apprezza soprattutto l’”attenzione alle problematiche ecologiche” ed il riconoscimento del ruolo dell’Ente Parchi. Si legge infatti nella Deliberazione G.E.n. 065/2006: “Fondamentale appare il riconoscimento del ruolo dell’Ente Parchi come soggetto istituzionale, cui richiedere una fattiva collaborazione per la “messa a sistema” delle aree di rilevante valore naturalistico (O.P. n. 4), nell’ambito di una più vasta “rete dei luoghi e degli elementi di eccellenza”: ne consegue l’auspicio che si concretizzi un rapporto interattivo con gli estensori del P.R.G. e con l’amministrazione comunale, al fine di avviare una gestione il più possibile integrata del territorio”.
Particolare attenzione, inoltre, si vorrebbe riservata ai boschi ed al reticolo idrografico, realtà da ricomprendere, secondo l’Ente Parchi, tra gli “elementi di fragilità ambientale”.
Alle criticità evidenziate nella delibera comunale andrebbe aggiunta, ad avviso dell’Amministrazione dell’Ente, la “qualità della vita in ambito urbano, che risente gravemente dei problemi derivanti da una fruizione massiva ed incivile, di un’insufficiente cura del decoro… di una sostanziale penalizzazione della mobilità ciclo-pedonale, di una problematica gestione dei rifiuti”.
Anche Dormelletto denota “un coerente impegno per programmare lo sviluppo del paese in relazione a parametri di valutazione della qualità ambientale” e tuttavia contribuisce ad una “complessiva diminuizione dell’indice BTC (Biopotenzialità Territoriale Complessiva) che, come spiegato nella Relazione di compatibilità ambientale, esprime la capacità del territorio di sostenere le modificazioni introdotte dall’uomo”, in quanto: prevede nell’area di Villa Tesio un complesso ricettivo alberghiero, il completamento di un’area commerciale e strutture di servizio ai campeggi; inoltre promuove la trasformazione dei campeggi esistenti secondo metodiche non condivise dall’Ente Parchi.
Riguardo a ciò, nella D.G.E.n.050/2004 si ribadisce: “Nonostante le ovvie considerazioni sull’opportunità di consentire la riqualificazione dei campeggi, si ritiene che in tale situazione costituisca un danno non riparabile l’azione edificatoria consentita (seppure a fronte di compensazioni e mitigazioni ambientali), ipotecando, di fatto, la destinazione d’uso di un territorio molto fragile sotto il profilo naturalistico e pur sempre costituente un Sito di Importanza Comunitaria (e, recentemente, anche Zona di Protezione Speciale, ai sensi della cosiddetta“Direttiva Uccelli”dell’Unione Europea – n.d.a.).
Tale danno è riconducibile alla sottrazione di territorio utilmente recuperabile a fini ambientali, ma anche all’indotto in termini di traffico e qualità dell’aria (che – si ricorda per inciso – dallo studio commissionato dai Parchi del Lago Maggiore e del Ticino, risulta particolarmente bassa), smaltimento di rifiuti e reflui, domanda di servizi essenziali e non”.
Seguono proposte per affrontare il tema della riqualificazione dei complessi ricettivi all’aperto, secondo tre diverse strategie, riportate in ordine di presunta efficacia per la tutela ambientale della Riserva dei Canneti.

Oleggio Castello presenta, secondo l’Ente Parchi (D.G.E. n. 019/2007), una relazione di compatibilità ambientale “priva di analisi (descrizione del territorio e della sua evoluzione storica), di definizione di obiettivi in termini di standard di qualità ambientale (per es.: indicatori ecosistemici), di definizione di strategie complessive di tutela e riqualificazione del patrimonio ambientale”,che“si limita a rinominare gli usi del territorio previsti nella tavola di azionamento, definendoli come “ambiti” ed attribuendovi generici obiettivi di carattere prevalentemente urbanistico”. Si contesta soprattutto la sostanziale urbanizzazione della piana del Muggiano (cascina “Imbron”, complesso “Ceserio” e “ex depuratore”) e dell’area “Monferrina-Laghetti San Carlo Vevera”, ma si dissente anche dalla lottizzazione di “Pian dei bucaneve” e si propone il coinvolgimento dell’Ente Parchi nella valorizzazione di complessi definiti dal Piano “di pregio ambientale”.
Rimarcando, in particolare, l’importanza strategica della destinazione dei ruderi della cascina “Imbron”, situata al confine del Parco naturale dei Lagoni e da tempo fatti oggetto di preoccupanti mire speculative (vedansi “Il Martin Pescatore” nn. 34 e 46), si evidenzia, fra l’altro, come “siano state ignorate le premure ed i suggerimenti espressi dall’Ente Parchi (prot.n.486 del 26.02.2003 e n. 951 del 02.05.2005, D.D. n. 089/2006) e dalla Regione Piemonte (prot. n. 829/21.5 del 16.01.2006, a firma dell’Assessore regionale all’Ambiente ed ai Parchi e n. 7426 21.5 del 20.04.2006), oltre che dalle associazioni ambientaliste (v. prot. n. 28/06/CD di “Arona Nostra”)”, mentre “appare escluso proprio un utilizzo legato all’agricoltura (v. agriturismo), che è uno di quelli indicati come prioritari dall’Ente Parchi”.

In tutti i casi, vi sarebbe ancora spazio per un’auspicata collaborazione tra l’Ente Parchi ed i Comuni interessati, al fine di addivenire alla redazione di Piani Regolatori più rispettosi dei valori naturalistici ed ambientali del territorio.
Ma non sono neppure da considerarsi definitivamente archiviati atteggiamenti di tipo vagamente intimidatorio, analoghi a quelli per cui, fino a qualche anno fa, si pretendeva che l’Ente Parchi non mettesse “il becco” nelle faccende comunali, quasi che l’ambiente dovesse ritenersi “cosa” di qualcuno, piuttosto che pubblica.

Testo e foto di Massimo Grisoli

 

 



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