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MARTIN PESCATORE

Notiziario trimestrale dell'Ente Parchi del Lago Maggiore
Numero 52 (gennaio - marzo 2008)

 


Biocarburanti nel mondo

 

La Cina ha deciso di proibire la fabbricazione di etanolo con sostanze alimentari, preferendo dar da mangiare alla popolazione che alle automobili.

L’Ufficio Federale dell’Energia svizzero ha valutato l’impatto ecologico di bioetanolo, biometanolo, biodiesel e biogas. Allo stato attuale i danni sarebbero maggiori dei benefici. La Svizzera ha deciso di rimandare il passaggio ai biocarburanti a quando saranno davvero utili.

In Germania i sussidi a frumento e rape da biocarburare hanno fatto calare il numero dei campi coltivati a orzo, ingrediente base della birra. Il prezzo dell’orzo è raddoppiato in due anni e questo, di conseguenza, ha fatto salire i prezzi della birra.

Tre inventori gallesi hanno brevettato una marmitta che, oltre a filtrare molte componenti dei gas di scarico, recupera CO2 ed NOx per poi darli in pasto ad una coltura di alghe, da cui si possono estrarre biocarburanti. Attualmente il marchingegno ha le dimensioni di un frigorifero, ma si spera che la miniaturizzazione arrivi in tempi brevi. Si possono ottenere biocarburanti dalle alghe, ma il modo più efficiente per passare da luce solare ad energia è il pannello fotovoltaico. Usare le biomasse per il riscaldamento e per generare elettricità è economicamente più conveniente che trasformarle in biodiesel. Sarebbe eticamente più corretto convertire in biocarburanti gli scarti alimentari, ma l’eterogeneità della materia prima rende difficile il procedimento.

Il primo distretto agroenergetico italiano si trova nella Valle dei Latini nel Lazio. Nel 2006 sono stati coltivati 3000 ettari di girasoli (7 volte e mezzo il parco dei Lagoni), ed è stato costruito un impianto di trasformazione che sforna 1.200 tonnellate di biodiesel all’anno, utilizzato per alimentare 2000 autobus romani. Nel 2008 gli ettari coltivati dovrebbero arrivare a 100.000. Fino al 2005 la valle si chiamava Valle del Sacco e vi era stato dichiarato lo stato di emergenza per grave inquinamento ambientale.

Anche Beppe Grillo, lo storico portabandiera dell’olio di colza al posto della benzina nel motore, si è accodato al presidente cubano Fidel Castro nella valutazione sociale ed ecologica dell’impatto dei biocarburanti. Castro ha pubblicamente accusato gli USA e l’Europa di calpestare il diritto alimentare del terzo mondo per produrre i biocarburanti.

Gli USA hanno sovvenzionato i biocarburanti con 51,3 miliardi di dollari distribuiti tra il 1995 e il 2005. Risultato: +15% dei campi coltivati a mais, +15% del valore commerciale dei campi e +100% del prezzo del mais. Gli USA vedono i biocarburanti come modo per ridurre la dipendenza energetica dal petrolio estero, ma se anche tutto il mais prodotto in un anno negli USA fosse destinato alle bioraffinerie e sottratto alla filiera alimentare, l’etanolo risultante basterebbe a soddisfare appena il 12 per cento della domanda di benzina del Paese. Un veicolo si mangia circa 1 tonnellata di biodiesel all’anno, un ettaro produce, in Italia, meno di 1 tonnellata di biodiesel, ci sono 34 milioni di veicoli in Italia e gli ettari coltivabili sono 13 milioni. Dovremmo conquistare e coltivare altre 2 Italie e mezza per dar da mangiare a tutte le nostre automobili.  

Secondo la FAO la nostra Terra produce già abbastanza cibo per 12 miliardi di persone, basterebbe distribuirlo e non sprecarlo (negli USA il 50% del cibo va nel bidone della spazzatura invece che nelle bocche): questo dato è usato da chi vuole destinare terreni alla produzione di cibo per le auto, scaricando altrove la responsabilità della fame nel mondo.

Francesca D’Amato via www.ecoblog.it



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