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MARTIN PESCATORE

Notiziario trimestrale dell'Ente Parchi del Lago Maggiore
Numero 53 (aprile - giugno 2008)

 


I nostri pulcini migrano

Questo è il racconto di quanto il CSM ha contato nella vita di una semplice appassionata di natura, di come ne ha influenzato la preparazione ornitologica e delle occasioni che lei ha potuto cogliere grazie al percorso iniziato anni fa presso la passerella d’Isolino.

 

Mi chiamo Caterina e ho cominciato la collaborazione con il centro nel 2000. Da lì ho cercato di seguire la strada dell’inanellamento con passione e dedizione, passando gran parte del mio tempo libero ad aiutare l’ornitologo di turno. Con il tempo quest’impegno ha dato i suoi frutti e due anni fa ho conseguito l’ambito patentino.

L’episodio che vorrei narrare in quest’occasione, è il viaggio ad Ustica dello scorso ottobre, quando sono partita per l’isola con il compito di condurre il locale centro d’inanellamento per un breve periodo.
Ustica, oltre ad essere famosa come luogo turistico e per la presenza della grande sfera, è anche un punto importante per lo studio delle migrazioni ornitiche con il metodo scientifico dell’inanellamento. Questo centro è coordinato dall’Università di Palermo e organizzato in pratica dagli ornitologi Bruno Massa ed Emanuela Casale, coadiuvati da inanellatori e collaboratori provenienti da tutta Italia.

L’isola di Ustica è importante per lo studio delle migrazioni grazie alla sua posizione: come tutte le isole, infatti, è un luogo ideale perchè gli uccelli sostino nei loro lunghi voli, per riposare e per ripristinare le riserve di grasso, il loro carburante. Il centro studi è operativo due mesi l’anno. La prima sessione si svolge in primavera in aprile e maggio e fa parte del progetto INFS (ente che coordina l’inanellamento nazionale) denominato Piccole Isole, progetto che studia le migrazioni primaverili nel Mediterraneo dal 1988. La sessione autunnale si sviluppa tra settembre e ottobre.
Proprio in autunno, dal 5 al 15 ottobre, si è svolta la mia avventura su quest’isola vulcanica.

Dopo il lungo viaggio la stanchezza si faceva sentire e appena messo piede a terra, la bellezza del posto e il calore della sua gente mi hanno fatto scordare tutto. Giunta con Fabio, inanellatore siciliano, e suo figlio alla casa a noi riservata, ho conosciuto due simpatici studenti di archeologia alla loro prima esperienza in campo ornitologico, Alice ed Enrico. È con loro due che ho passato dieci giorni eccezionali, pieni di soddisfazioni e di sorprese, insegnandoci e imparando a vicenda i rudimenti delle nostre passioni. insieme ci svegliavamo all’alba e ogni ora controllavamo le reti che si trovavano nelle vicinanze della casa. Al riparo della veranda inanellavamo gli uccelli catturati e restituivamo loro la libertà.

Oltre a quasi mille pettirossi, in quelle giornate, sono cadute nelle maglie delle reti tante specie comuni tra le quali tordo, capinera, merlo, rondine e altre. Tra i rapaci ci hanno dato grandi soddisfazioni il gufo, specie rara sull’isola alla prima cattura, il bellissimo barbagianni, lo sparviere e il gheppio.
Personalmente sono stata felice quando un inaspettato merlo dal collare, turdide simile al merlo che vive in alta montagna, si è fatto prendere con qualche peripezia. La cattura più rara è stata comunque una doppietta di Luì di Radde, specie con distribuzione sibirica, accidentale in Italia con 3 catture certificate dal COI negli ultimi 50 anni. Se col primo esemplare sono dovuta ricorrere all’aiuto di pubblicazioni specifiche, col secondo non ho avuto incertezze o dubbi di determinazione ma solamente appagamento. Questa opportunità, questo viaggio, hanno lasciato dentro di me ricordi indelebili, sensazioni uniche e credo irripetibili. Porterò Ustica nel cuore e spero di poter rivivere nuovamente un’ avventura del genere in futuro.

Per l’esperienza fortunata che ho potuto vivere ringrazio certamente le persone che mi hanno dato fiducia in Sicilia, ma il mio grazie più grande va a Marco, Ariele, Dario, Giuseppe, Daniele e Sergio i grandi professionisti che collaborano con il CSM di Fondotoce. Loro mi hanno insegnato tutto quello che so, mi hanno sopportata, mi hanno coccolata e mi sono stati vicini anche nei momenti difficili. Mi hanno dato le ali per volare.

 


Caterina Mervic



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