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MARTIN PESCATORE

Notiziario trimestrale dell'Ente Parchi del Lago Maggiore
Numero 53 (aprile - giugno 2008)

 


Influenza aviaria

Un altro punto di vista sul futuro dell'aeroporto di Malpensa

 

Impostare i rapporti, anche istituzionali, su coerenza e trasparenza è da ritenersi quasi utopia in un Paese ostaggio dei mutevoli rapporti di forza tra interessi (e prepotenze) di parte. Ma il Martin Pescatore non può rinunciare a pescare quel che acque sempre troppo torbide sembrano aver occultato.

Occorre innanzitutto precisare che lo scenario è prevalentemente (ma non solo) quello piemontese, e distinguere tra due periodi: il 1998-2000, di intensa attività “anti-Malpensa” e il 2001-2007, di più stanca, ma non per questo inconsistente opposizione allo sviluppo prospettato per l’aeroporto.

Nel primo periodo nascono un comitato di cittadini (C.OVES.T) ed un Coordinamento di Enti Locali (27amministrazioni pubbliche, tra cui la provincia di Novara), con il preciso intento di contrastare quello sviluppo: è il periodo delle grandi manifestazioni (i giornali riferiscono di 12.000 partecipanti al corteo del 14 marzo 1999 e di 87 Comuni istituzionalmente rappresentati in quelli dell’autunno 2000), ma anche di esposti alla Magistratura per i danni provocati alla salute e all’ambiente. Di particolare rilievo la “discesa in campo” della Prefettura di Novara, di alcuni Consigli Pastorali parrocchiali e della stessa Curia Vescovile novarese. L’allora Presidente della Giunta Regionale piemontese giudica “intollerabile” l’inquinamento prodotto dall’aeroporto (bollettino ufficiale della Giunta Regionale), Provincia di Novara e Regione Piemonte impugnano i Decreti Ministeriali di potenziamento dell’aeroporto (anno 2000), il Ministero dell’Ambiente, dando seguito ai pronunciamenti negativi degli Enti Parco, dei Comuni interessati e della stessa Regione Piemonte, boccia lo studio di impatto ambientale presentato dalla SEA, la società gestrice di Malpensa. I cittadini riuniti nel C.OVES.T denunciano pubblicamente “l’illegittimità dell’aeroporto e governo nel perseguire un progetto insostenibile per il territorio e la sua gente”.

Negli anni 2001-2006, pur non mancando le manifestazioni, le iniziative si spostano soprattutto sul piano legale e dell’indagine scientifica sugli effetti dell’inquinamento provocato dall’aeroporto. Gli Enti Parco producono i risultati di alcuni studi sugli impatti ambientali dello stesso,resi noti al vasto pubblico sia in terra lombarda, che in ambito piemontese. La Direzione Generale Ambiente della Commissione Europea, mette in mora l’Italia per procedure irregolari rispetto alla Valutazione d’Impatto Ambientale del previsto ampliamento di Malpensa. Con due pronunciamenti a cavallo tra il 2006 ed il 2007, il Consiglio Provinciale di Novara e la Presidenza della Giunta Regionale piemontese esprimono la propria contrarietà ai progetti messi in campo da SEA per il potenziamento dell’aeroporto: a monte una Valutazione Ambientale Strategica del Parco del Ticino lombardo. I Presidenti degli enti parco del Ticino piemontese e del Lago Maggiore firmano un documento indirizzato al Ministro dell’Ambiente, in cui si manifesta ferma opposizione ad ogni ampliamento e potenziamento dell’aeroporto alle attuali condizioni di gestione.

E mentre in riunioni ufficiali – come è accaduto recentemente ad Oleggio (NO) -tecnici “mediatori” si affannano a tranquillizzare amministratori e cittadini rispetto al fatto che Malpensa non è mai stato e non potrà mai essere un “hub” (cioè uno scalo dove si concentra la maggior parte dei voli che interessano un vasto territorio), parte la “crociata” in difesa di Malpensa, a seguito della crisi di Alitalia.

Registriamo che il C.OVES.T (il comitato di cittadini tuttora attivo) ha contestato ufficialmente i toni dell’”ammucchiata di consensi ” – vera o presunta che sia – intorno al futuro di Malpensa: meno male che non si tratta dei soliti quattro ambientalisti, integralisti e disfattisti!

 


Massimo Grisoli



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