Notiziario trimestrale dell'Ente Parchi del Lago Maggiore
Numero 53 (aprile - giugno 2008)
Piccola storia "nobile"
Personaggi attenti e sensibili: il pescatore, il guardiaparco, il funzionario, l’assessore, il tecnico, i volontari, il tizio qualunque. Personaggio non attento e non sensibile: il deficiente.
Un giorno di un inverno non troppo freddo (questo!) un pescatore nota che nel canale di Fondotoce galleggiano alcune taniche abbandonate e, siccome è una persona attenta e sensibile, decide di dirlo al guardiaparco. Il guardiaparco, che attento e sensibile dev’esserlo per dovere, va a vedere e si accorge non solo delle taniche ma anche di due fatti concomitanti: il primo è che di rifiuti nel canale ce ne sono molti altri, il secondo è che l’acqua è talmente bassa da consentire di raccogliere anche quelli cronici sommersi, girovagando per il canale con stivali da pescatore.
Raccolte le taniche, il guardiaparco e il pescatore si rincontrano al bar, in una pausa caffè, e discutendo si trovano d’accordo che quei due fatti concomitanti potrebbero essere messi a frutto. Ma bisogna fare in fretta: da un momento all’altro potrebbe piovere e il canale gonfiarsi troppo.
Il guardiaparco chiama il funzionario del Comune: questi, che evidentemente è una persona attenta e sensibile, dice che sì, va bene: proporrà all’assessore di mettere in azione una o due squadre di protezione civile, informare la popolazione e accollarsi lo smaltimento.
L’assessore, che (parrà stra no di questi tempi) è una persona attenta e sensibi le, dice che sì, va bene: darà il via alla faccenda.
Il guardiaparco chiama anche il tecnico delle raccolte e questi, che è una persona attenta e sensibile, dice che sì, va bene: metterà a disposizione i sacchi e appositi cassonetti. Si decide per il sabato successivo, al mattino. La squadra di protezione civile di Fondotoce e quella di Intra, composte entrambe da persone attente e sensibili, arrivano ed è subito una specie di “gioco senza frontiere”. Tra le divise verdi dei guardiaparco e quelle gialle della protezione civile, il canale si colora di gente armata di rastrelli e pale, guantoni e sacchi.
Chi a riva, chi in acqua, con stivaloni fino al petto, appoggiati dalle barche dei Fondotocesi, agili e veloci sull’acqua bassa, tutti fanno a gara nello scovare e c atturare il subdolo “nemico”, spesso occultato dal fango del fondo. Fondotocesi e guardiaparco poi, si incaponiscono nel frugare i fondali e i canneti e si avventurano fino alla fine dell’argine tra imprecazioni per improvvisi “sprofondamenti”, divertiti commenti agli strani oggetti ritrovati, con le barche sempre più colme di ogni genere di schifezza e rottame.
Rientrano che sono quasi le due e sembrano uscire da un film di Herzog. Come si dice: stanchi, sporchi e contenti.
Risultato: una cinquantina di sacchi rossi di rifiuti vari, più un metro cubo circa di ingombranti, tra gomme, pezzi d’auto e rottami vari.
La morale di questa piccola storia è che quando le persone sono attente e sensibili, basta poco per ottenere buoni risultati. Anzi, immaginate che la piccola storia fosse cominciata così: un tizio qualunque, passando sul ponte che attraversa il canale con in mano una lattina vuota (o una bottiglia, una gomma di bicicletta, un paraurti rotto, un sacco d’immondizia: fate voi) stava per lanciarla nel canale ma poi, siccome era una persona attenta e sensibile, e non un deficiente, evitò di farlo.