Come un Ente Parchi si dibatte tra leggi ed interpretazioni, volte... ad impedirne il buon funzionamento
Col senno di poi (e tutta la spietatezza del caso) si dovrebbe definire ingenua la decisione, presa alcuni anni fa dall’amministrazione dell’Ente Parchi Lago Maggiore, di accordare il “part-time” ad una guardiaparco neo-mamma. Non si era certamente previsto, al tempo, che il riconoscimento di quello che a tutti appariva come un normale interesse legittimo, indubbiamente compatibile con l’organizzazione del lavoro, avrebbe comportato un “accanimento burocratico” ai danni dell’Ente. Sì perché, ai fini di mantenere il diritto al rientro a tempo pieno del dipendente cui viene concesso il part-time, l’”apparato” non trova di meglio che costringere l’Ente a sostituire continuamente la persona che occupa l’altra metà del posto, finanziando quest’ultima di sei mesi in sei mesi, limitando fortemente, fino ad impedirlo, il rinnovo del contratto con la stessa persona, nonostante l’accordo di quest’ultima. Sta di fatto che dal 2000 ad oggi abbiamo visto l’avvicendarsi di cinque guardiaparco (con periodi di mancata copertura del posto) nel ruolo in questione. Ergo, una quantità di denaro pubblico indecorosamente speso in modo diretto (per concorsi e procedure di assunzione, divise e dotazioni) ed indiretto (formazione a avvio al lavoro, nella fattispecie tutt’altro che ordinario e ripetitivo), la perdita di professionalità opportunamente formate e magari anche riconosciute, a giudizio unanime di amministratori e dipendenti, di elevata qualità. E’ il caso di Claudia, guardiaparco che siamo stati costretti a salutare per la seconda -e, secondo la legge, ultima – volta, nonostante ricoprisse un posto di ruolo, regolarmente finanziato e la sua volontà fosse quella di proseguire il rapporto di lavoro part-time con l’Ente. A complicare le cose ci si è messa l’ultima “Finanziaria”, stabilendo che, per combattere il precariato, bisogna licenziare Claudia ed assumere (n. b.: teoricamente ogni tre mesi) persone sempre diverse. Spendendo quel che si deve spendere, che diamine! Nessuna delle soluzioni alternative proposte dall’Ente Parchi è stata ritenuta praticabile e così ci troviamo alla vigilia della stagione estiva con un ennesimo punto interrogativo sull’organico. Nonostante questo, nessuno nel nostro ente intende rinnegare le scelte fatte nel rispetto delle persone che vi lavorano e osiamo persino sperare che un giorno o l’altro Claudia possa tornare a lavorare con noi.