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MARTIN PESCATORE

Notiziario trimestrale dell'Ente Parchi del Lago Maggiore
Numero 54 (luglio - settembre 2008)


Nel cortile di casa 1

Il pioppo monumentale dei Lagoni ci farà compagnia ancora per un po'

 

Nella sua carta d'identità, redatta nel 1999 dagli esperti dell'Ente Parchi Villa, Zuffi e Baglioni, affiancati dalla stagista A. Caforio (Liceo Scientifico di Arona), è detto che trattasi di pioppo ibrido (Populus x canadensis), di diametro di 118 centimetri, altezza oltre 35 metri, età stimata di anni 40 (oggi, quindi, circa 50), portamento espanso, conformazione della chioma regolare, forma di crescita naturale.
Si dice altresì che è un albero vigoroso e sano, nonostante qualche parassita (Armillaria sp.) e una ferita riportata in battaglia, contro i fulmini che di tanto in tanto si scatenano sulla sede dell'Ente Parchi.
Nell'apposito studio, a cura dei tecnici dell'Ente stesso, è stato individuato como albero "di pregio", a motivo delle sue dimensioni e del suo portamento, nonchè per il fatto di trovarsi a margine del bosco, all'ingresso principale del parco: un particolare "biglietto da visita" dell'area protetta.
Tutto ciò, evidentemente, a dispetto delle sue origini, per le quali non può ritenersi pianta di particolare interesse naturalistico, nonchè dei suoi limiti intrinseci per quanto riguarda longevità e resistenza.
Il "pioppone" cominciò, in realtà, a diventare famoso nell'ormai lontano 1986, allorchè il neo-assunto Direttore del Parco, d'accordo con l'estensore del Piano di assestamento forestale, ne ottenne la salvaguardia, impedendo che subisse la stessa sorte dei suoi dieci fratelli coetanei, che, nelle immediate vicinanze, furono abbattuti nell'ambito di un intervento selvicolturale specificamente autorizzato.
Ora, dopo averci accompagnato per parecchi anni con la sua stoica, mai scontata presenza a fianco della "casa del parco" e avendo subito anche qualche aggressione da parte dell'uomo (come quasi tutte le piante in ambiente urbanizzato), il nostro ha avuto un "colpetto": nel settembre scorso ha subito lo schiento di una branca secondaria, che cadendo ha danneggiato lievemente le sbarre di chiusura del parcheggio adiacente, proprio in concomitanza con l'annuale festa dei volontari dell'Ente Parchi.
Una ovvio prudenza ha indotto l'Amministrazione a disporre un'indagine specialistica (di quelle che si riservano ai "monumenti verdi"), al fine di valutare con il massimo grado di affidabilità possibile le condizioni statico-sanitarie della pianta e decidere se e come mantenerla in vita.
Non disdegnando il ricorso a tecnologie d'avanguardia, gli esperti hanno indagato, anche con appositi strumenti, colletto, fusto, castello e branche, giudicando alla fine lo stato di salute dell'albero favorevole al suo mantenimento, a condizioni che vengano attuati controllo periodici e che venisse praticato subito un intervento di rimonda e contenimento della chioma, mediante la tecnica del "taglio di ritorno".
Tale intervento è stato eseguito in modo puntuale e con precisione "chirurgica" dai nostri dipendenti, che hanno dimostrato una volta di più come presso gli enti parco si possano acquisire professionalità ed esperienze che nulla hanno da invidiare nè all'interno, nè al di fuori della Pubblica Amministrazione.
Un ringraziamento particolare va al nostro capo-operaio Fabio, che ha operato in sicurezza e con perizia fino alla cima della pianta. Per intanto, quindi, un albero tra i più maestosi del parco, benchè alloctono (immigrato clandestino) continuerà a dare spettacolo nel cortile di casa.

Massimo Grisoli



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