Notiziario trimestrale dell'Ente Parchi del Lago Maggiore
Numero 54 (luglio - settembre 2008)
Nel cortile di casa 2
Ancora una "piccola storia nobile": di cince, corrente elettrica e guardiaparco
Nello scorso numero del Martin Pescatore, tra le “Notizie ed attività” si registrava con soddisfazione la positiva inversione di tendenza nei rapporti con i gestori delle linee elettriche all’interno del Parco naturale dei Lagoni di Mercurago: finalmente si era riusciti ad ottenere che i manufatti dismessi fossero rimossi, a cura dell’E.N.E.L.
Non si poteva certo immaginare che il “nuovo corso” avrebbe contemplato anche un’inusitata sensibilità ecologica da parte degli addetti delle imprese edili incaricate dei lavori.
Veniamo alla cronaca.
Tra le linee da rimuovere ce n’è anche una che costeggia l’accesso di via Gattico e termina proprio nel parcheggio di fronte alla sede dell’Ente Parchi, dove, fino a poco tempo fa, troneggiava un trasformatore in condizioni precarie di mantenimento.
Nell’”euforia” per l’avvio dello smantellamento della linea, la maggior parte di noi, compreso il sottoscritto, si era dimenticata che proprio in uno dei fori scoperti esistenti sui pali terminali di cemento nidificano – da oltre vent’anni, assicura il nostro ornitologo Marco Bandini – le cinciallegre (Parus major), la specie più diffusa tra le cince europee.
La rimozione dei pali durante il mese di maggio avrebbe quindi comportato la sicura morte dei nidiacei.
Il richiamo alla gravità di tale disattenzione era emerso proprio durante la riunione di redazione del Martin Pescatore, una sera di maggio. Ovviamente, la mattina seguente sono arrivato in ufficio pronto a “impietosire” E.N.E.L. ed ottenere, seppure in extremis, un rinvio dell’intervento.
Ma non ce n’è stato bisogno: i nostri ornitologi, presi contatti con il capocantiere, avevano già ottenuto che quest’ultimo, con estrema gentilezza e disponibilità, differisse l’operazione, per permettere alla coppia di cince di portare a termine lo svezzamento dei piccoli.
Questo è avvenuto regolarmente, nonostante il trambusto fatalmente creatosi intorno al nido e Daniele, il guardiaparco, ha provveduto a tappare i buchi subito dopo, per evitare altre occupazioni della cavità.
Nessuno di noi sa bene perché questa sia risultata così attraente per i piccoli amici passeriformi, anzi ci imbarazza un po’ accreditare di una qualsiasi funzione ecologica un palo di cemento in disuso, ingombrante il cortile di casa, oltretutto al limitare di una vasta zona boscata.
Ma tant’è!
Senza ulteriori scrupoli si provvederà all’eliminazione del manufatto, imponendo alle cince lo sfratto, nella ragionevole speranza che il mercato immobiliare del parco sappia offrire valide alternative agli inquilini alati.