Notiziario trimestrale dell'Ente Parchi del Lago Maggiore
Numero 54 (luglio - settembre 2008)
Frigorifero spento
L'eresia ecologica in cucina
Il frigorifero usato da Ursula Tischner per laurearsi in design industriale al Wuppertal Institute prende il fresco dall’esterno. La cosa ha una sua logica se pensate alle scatole cinesi termiche che abbiamo in casa: è inverno e fuori fa freddo. Isoliamo la casa e usiamo energia per stare al calduccio e poi isoliamo un “armadio” e usiamo energia per ritrovare la stessa temperatura che c’è fuori. Ursula Tischner ha pensato di appoggiare una parete del frigo a quella della casa (magari esposta a nord) per fare in modo che il fresco esterno possa mantenere freddi gli alimenti. Durante l’estate si può fornire al frigo l’energia di cui ha bisogno usando dei pannelli fotovoltaici. Fria, questo il nome del frigo che prende il fresco da fuori, costerebbe sui 3.000 euro e la sua installazione andrebbe progettata bene perché richiede una connessione con l’esterno. Peccato non sia in vendita per mancanza di richieste.
Nei frigoriferi industriali FreeAir il sistema prevede di portare l’aria fresca dove serve tramite un sistema di condotte forzate. La ventola che mette in moto l’aria produce meno rumore del compressore di un frigo di ugual capacità. Il sistema è in vendita, il prezzo si ripaga in un anno e mezzo e poi si inizia a risparmiare.
FreeAir viene proposto ai magazzini alimentari o alle server farm.
Ci sono famiglie che vivono senza usare il frigorifero. Io l’ho fatto per circa un mese e mezzo, mi sono trovata bene e ho riacceso il frigo solo per lo yogurt e per il Bed&Breakfast; ora stiamo pensando di spegnerlo nuovamente. Chi vive senza conservare gli alimenti in frigo mangia cibo fresco tutti i giorni, non gli avanzi conservati e riscaldati del giorno prima. Il trucco è imparare a cuocere le quantità giuste e cambiare alcune abitudini. La cosa richiede pianificazione al momento di fare la spesa: in pratica basta ricordarsi di acquistare i prodotti deperibili (carne, pesce, for-
maggio...) al momento di consumarli. Vegetariani e vegani hanno meno problemi degli onnivori. Alcuni prodotti si possono conservare disidratati (fagioli secchi invece che surgelati) e altri possono essere conservati fuori dal frigo (le uova al supermercato stanno fuori dal frigo per giorni!).
Chi non avesse tempo per una scelta del genere (ad esempio chi torna dal lavoro e ha solo la forza di buttare un precotto nel microonde) può prendere in considerazione l’idea di condividere un congelatore con i vicini di casa. Certo, un surgelato è un prodotto che, per essere mantenuto a bassa temperatura dalla produzione al consumo, ha consumato più energia del suo analogo fresco, ma almeno il conservarlo in un congelatore condiviso permette una piccola economia di scala.
Anche chi avesse un frigorifero di classe A può ulteriormente abbatterne i consumi energetici usando un congegno di invenzione britannica che si chiama eCube. L’apparecchio, che costa 25 Sterline ovvero circa 36,5 Euro, si monta sul termostato e promette di ridurre di un terzo l’energia elettrica usata da qualunque tipo di frigorifero. eCube funziona facendo misurare al termostato del frigo la temperatura di un blocco di cera, invece di quella dell’aria. La cera dovrebbe comportarsi, termicamente parlando, come gli alimenti da conservare e non come l’aria che vi sta attorno, che cambia temperatura più velocemente. Il termostato truccato fa partire cicli di refrigerazione più lunghi, ma più distanziati nel tempo, facendo risparmiare energia.
Insomma, anche senza spezzare del tutto la catena del freddo è possibile migliorare il rendimento di un frigorifero.