Notiziario trimestrale dell'Ente Parchi del Lago Maggiore
Numero 55 (ottobre - dicembre 2008)
La riserva si tinge di rosso
Una nuova specie a Fondotoce
Anche per quest’anno la Riserva del Fondo Toce ci presenta l’ennesima novità naturalistica ed è una notizia positiva (merce rara in questi periodi…): per la prima volta nel canneto di Fondotoce si è riprodotta una coppia di Airone rosso (Ardea purpurea) aumentando così il numero di specie nidificanti nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola.
L’Airone rosso in Italia è specie migratrice e nidificante in Pianura Padana, Sardegna, Toscana, Umbria, Lazio, Puglia e Sicilia; la popolazione europea è stimata tra le 50.000 e le 100.000 coppie, con un decremento numerico in vaste zone dell’areale a causa della distruzione e della frammentazione dell’habitat riproduttivo.
In Piemonte, fino ad ora, risultava regolarmente nidificante soltanto all’interno del Sistema delle aree protette della fascia fluviale del Po – tratto vercellese e alessandrino e più precisamente nella Riserva della Garzaia di Valenza (primo sito riproduttivo conosciuto per il Piemonte) e nella Palude di San Genuario; negli anni 1979 e 1980 una coppia si era riprodotta presso Arignano (To) in un canneto presso un lago artificiale poi prosciugato.
Nella zona del Verbano è facile osservarlo durante i periodi di migrazione e in special modo in primavera quando, al rientro dai quartieri di svernamento posti a sud del deserto del Sahara, utilizza il canneto della riserva come zona di sosta prima di raggiungere il nord Europa.
L’Airone rosso è molto più legato alle aree di canneto rispetto al congenere Airone cenerino (Ardea cinerea) che è molto più comune nella nostra zona; inoltre è considerato un buon indicatore della qualità delle aree utilizzate per la sosta e la riproduzione essendo appunto specie più esigente e selettiva nei confronti dell’habitat.
Questa primavera/estate è stato piacevole poter osservare l’andirivieni della coppia di aironi rossi, nel periodo di costruzione del nido (che viene collocato generalmente tra le canne o su bassi cespugli di salice) ed in particolar modo durante la cova, quando avveniva l’avvicendamento al nido dei due esemplari della coppia, accompagnato dal lungo rituale di benvenuto che è costituito da particolari movimenti uniti a “vocalizzi” molto caratteristici.
Fa piacere notare che la salvaguardia della zona a canneto e la “relativa” tranquillità degli altri ambienti circostanti (saliceto, prati ed arboreti) nel corso di questi anni siano riuscite ad aumentare in maniera significativa la diversità biologica di quest’area e dell’intero VCO.