Notiziario trimestrale dell'Ente Parchi del Lago Maggiore
Numero 55 (ottobre - dicembre 2008)
Vademecum per i tagli boschivi a Bosco Solivo
I boschi compresi nella Riserva naturale orientata di Bosco Solivo sono tutelati dalla L.R. 24 maggio 2006 n. 19 di istituzione dell’area protetta e dalla normativa statale e regionale relativa al bosco. Le note che seguono sono rivolte innanzitutto ai proprietari di boschi della riserva e sono finalizzate a chiarire il più possibile le regole che occorre seguire per effettuare in modo corretto i tagli boschivi. L’applicazione di queste regole è stata chiarita ed accordata in una riunione tenutasi il 16 gennaio 2007 presso il Comune di Borgoticino tra personale dell’Ente Parchi, del Corpo Forestale dello Stato e del Comune.
In premessa va detto che la richiesta per ottenere l’autorizzazione ad un taglio boschivo deve essere fatta al Corpo Forestale dello Stato, rivolgendosi all’ufficio di Oleggio, Via Cascine Calini 2 tel. 0321 960426. L’accordo preso tra C.F.S. ed Ente Parchi prevede che quest’ultimo durante ogni stagione di taglio sia tenuto informato sulle varie richieste di taglio in corso ed all’occorrenza, in particolare per il taglio di boschi d’alto fusto, l’autorizzazione all’intervento sia successiva ad un sopralluogo congiunto del personale addetto del C.F.S. e dell’Ente Parchi. Questa situazione continuerà a valere sino a quando non entrerà in vigore uno specifico Piano di assestamento forestale della riserva, che è in fase di stesura a cura del personale dell’Ente Parchi e dell’Istituto per le piante da legno e l’ambiente (I.P.L.A.) di Torino. Quando sarà vigente il suddetto piano le richieste di taglio saranno di competenza diretta dell’Ente Parchi.
Ora le istanze di taglio boschivo seguono, a seconda dei casi, l’iter che di seguito è riassunto.
Chi è interessato ad effettuare un taglio boschivo deve considerare che ai fini della richiesta:
è necessario disporre della planimetria catastale, completa dei relativi dati (numero di foglio, di mappale e superficie), della proprietà dove si ha titolo ad intervenire;
è fondamentale la forma di governo del bosco su cui si intende operare, ovvero se si tratta di un ceduo o di una fustaia. A scanso di equivoci: il ceduo è un bosco che dopo il taglio si rinnova tramite lo sviluppo di nuovi fusti (i polloni) che si originano dalle ceppaie degli alberi tagliati; la fustaia invece è un bosco che si rinnova tramite lo sviluppo di nuovi alberi (chiamati “d’alto fusto”) che si originano dai semi prodotti dalle piante mature presenti nell’area. In alcuni casi il bosco ceduo si presenta invecchiato ossia presenta un’età superiore a quella a cui di norma viene tagliato (turno di maturità) e tende a trasformarsi in una fustaia, oppure presenta al suo interno una quota importante di alberi d’alto fusto. In questi casi, l’autorizzazione al taglio, terrà conto delle caratteristiche del bosco e prevederà il ricorso ad una delle procedure che seguono, nel rispetto delle norme forestali di riferimento.
Taglio del bosco ceduo con superficie superiore a 5.000 m²
L’interessato deve produrre una specifica comunicazione scritta al Corpo Forestale dello Stato, da far pervenire almeno 30 giorni prima dell’inizio dei lavori. Il Corpo Forestale dello Stato entro tale termine può dettare prescrizioni tecniche sull’esecuzione dei lavori.
Taglio del bosco ceduo con superficie inferiore a 5.000 m²
L’interessato non deve produrre la comunicazione scritta di cui sopra. Per evitare problemi di ogni sorta si consiglia di comunicare telefonicamente o via fax, con congruo anticipo, l’intenzione di effettuare l’intervento al Corpo Forestale dello Stato.
Taglio del bosco a fustaia che interessa più di 20 alberi
L’interessato produce istanza scritta al Corpo Forestale dello Stato che avvia un’istruttoria in cui definisce la tipologia di intervento autorizzabile e che si conclude con un provvedimento scritto di autorizzazione.
Gli alberi oggetto di taglio sono contrassegnati e martellati dal personale addetto del Corpo Forestale dello Stato, in accordo con il personale dell’Ente Parchi.
Nel caso si operi un intervento di taglio colturale di alberi di ridotte dimensioni (taglio di sfollo e diradamento, non volto alla rinnovazione del bosco) la martellata non viene eseguita e si accorda una specifica modalità di autorizzazione. Questa procedura vale anche nel caso in cui si voglia effettuare un taglio colturale in un bosco ceduo.
Taglio del bosco a fustaia che interessa meno di 20 alberi
L’interessato deve produrre una specifica comunicazione scritta al Corpo Forestale dello Stato, da far pervenire almeno 30 giorni prima dell’inizio dei lavori. Il Corpo Forestale dello Stato entro tale termine può dettare prescrizioni tecniche sull’esecuzione dei lavori. Le suddette prescrizioni sono contenute nel verbale di presa d’atto rilasciato dal Corpo Forestale dello Stato dopo apposito sopralluogo in cui vengono contrassegnati e martellati gli alberi oggetto di taglio, sempre in accordo con il personale dell’Ente Parchi.
In tutti i casi il taglio del bosco dovrà essere effettuato nel rispetto della legge istitutiva della riserva e delle Prescrizioni di Massima e Polizia Forestale che sono delle norme di carattere tecnico in cui sono dettagliate le modalità con cui deve essere svolto il taglio. Gli specifici chiarimenti in merito saranno forniti dal personale addetto del Corpo Forestale dello Stato e dell’Ente Parchi.
Si ricorda che gli abbruciamenti all’interno del bosco delle ramaglie di risulta dei tagli sono vietati poiché possono provocare pericolosi incendi. Potranno eventualmente essere autorizzati dal Corpo Forestale dello Stato in casi di comprovata necessità e con le necessarie condizioni di sicurezza.
Pro-memoria per i tagli boschivi ai Lagoni di Mercurago
I boschi dei Lagoni sono tutelati dal parco da ben 28 anni e dal 1985 sono gestiti sulla base di uno specifico Piano di assestamento forestale la cui attuazione è curata direttamente dall’Ente Parchi. Le richieste di taglio vanno pertanto indirizzate alla sede dell’ente a Mercurago di Arona. Le regole da seguire, sulla base del piano vigente ed in attesa dell’approvazione del nuovo piano di gestione, tengono conto dei pesanti effetti della tromba d’aria del 21 luglio 2003 e degli orientamenti della selvicoltura naturalistica a cui il piano si ispira. Com’è noto agli affezionati del parco la terribile tromba d’aria del 2003 ha in sostanza distrutto la compagine arborea di ben 103 ha di bosco del parco. Ai fini gestionali i boschi sono stati distinti in due categorie principali:
a) boschi non schiantati o che presentano danni su meno di 1/3 della copertura forestale;
b) boschi schiantati con danni che interessano oltre 1/3 della copertura forestale, a loro volta distinti in aree con schianti medi (da 1/3 a 2/3 della copertura forestale) ed aree con schianti rilevanti (oltre i 2/3 della copertura forestale). A seconda delle situazioni è stato previsto il taglio colturale di diradamento/conversione, il recupero di gran parte degli alberi morti oppure nessun intervento.