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I Pascoli

dei Lagoni e di Dormelletto

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Cavalli al pascolo. Foto F. D'Amato

Le aree frequentate dai cavalli si devono considerare dei prati-pascoli. I prati - pascoli sono delimitati da steccati di legno e siepi di ligustro e biancospino discretamente curati. L'attuale esistenza di questo allevamento cosi' tipico e' un elemento determinante del paesaggio del Parco in quanto offre un bel contrasto con le superfici boscate.

La brucatura

I cavalli, quando brucano, scelgono le piante che a loro piacciono di piu' e ignorano le altre. In questo modo, se il pascolo e' intenso e protratto nel tempo, le piante che dal punto di vista del cavallo hanno gusto peggiore si diffonderanno piu' delle altre perche' non vengono brucate. Le specie piu' gustose, invece, tenderanno a sparire anche perché la brucatura degli equini arriva in profondita' e compromette seriamente le riserve nutritive delle piante pascolate.
La composizione floristica del pascolo puo' cambiare con il passare del tempo, allontanandosi dai gusti e dalle necessita' fisiologiche dei cavalli, percio' in commercio si trovano composizioni di semi appositamente bilanciate per soddisfare le esigenze nutrizionali degli animali allevati.
Queste miscele di semi, insieme alle concimazioni annuali con letame bovino, mantengono efficienti i pascoli.

Il calpestio

Pascoli vicino al Lagone. Foto F. D'Amato

Il calpestio, specie nelle zone d'ingresso ai recinti, seleziona le piante resistenti, prime fra tutte le piantaggini (Plantago spp.).
Le specie di questo genere sono frequenti lungo i sentieri e i bordi delle strade, proprio per la capacita' delle foglie di resistere al calpestio e di riparare i danni subiti.

E' curioso osservare come nel Parco dei Lagoni di Mercurago molti dei pascoli sono in leggera pendenza. Questo fatto e' gradito dagli allevatori perche' aiuta lo sviluppo della muscolatura dei futuri campioni.

La produzione di foraggio

Riportiamo qui di seguito i ricordi di Carlo Bini, cosi' come esposti nel suo libro "1898 - 1998 Cento anni con i cavalli di Dormello".
Tranne l'acquisto di poca erba medica, i cavalli consumavano soltanto fieno prodotto a Dormello. Il fior fiore del "maggengo" dalla giusta maturazione, ben foglioso e profumato era riservato agli esemplari destinati alle corse. Tesio faceva portare il fieno di Dormello ovunque i cavalli andassero a correre, anche all'estero. In Inghilterra e in Francia, ricevette i complimenti per il tipo di fieno che somministrava ai suoi cavalli, complimenti che trasmise al suo fattore.

Il maggengo che aveva preso pioggia durante l'essiccazione, ma altrettanto buono, insieme all'agostano (secondo taglio) veniva consumato dalle fattrici e dai puledri, il "terzuolo" era per le mucche.
Le vacche ed i vitelli, con stalla alla Surga, venivano allevati specialmente per il letame. I bovini venivano spesse volte anche impiegati per ripulire il prato dove avevano pascolato i cavalli, in quanto mangiavano tutte le erbe che non erano state gradite dagli ecquini.
Non tutti i prati erano utilizzati a pascolo. Nella programmazione annuale, in ogni distaccamento, a rotazione, alcuni prati rimanevano a riposo per un paio d'anni
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Questa pagina e' stata aggiornata il 31 gennaio 2005
Per maggiori informazioni: info@parchilagomaggiore.it