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Moria di pini

al parco dei Lagoni di Mercurago



La siccita' ha indebolito i pini strobi

Tutti in zona ci ricorderemo della grave siccita' dell'anno 2003 e dei gravi problemi che ha causato durante l'estate e l'autunno di quell'anno.
Pochi sanno che a distanza di molti mesi gli effetti di quell'evento meteorologico esistono ancora e rischiano di causare danni enormi.

All'interno del Parco Naturale di Lagoni la pineta ha subito un grave indebolimento a causa della mancanza di acqua e molti esemplari di pino strobo sono stati di conseguenza attaccati da coleotteri scolitidi, oggetto di un'indagine approfondita da parte dei tecnici dell'Ente Parchi coadiuvati da esperti dell'IPLA (Istituto per le Piante da Legno e l'Ambiente S.p.A.).

Nella loro relazione si legge che in alcune aree del parco "si riscontra una forte presenza di due specie di scoliditi: Ips sexdentatus, specialmente nelle parti basse dei fusti, e Pityogenes chalcographus, prevalentemente nei rami e nelle parti alte degli alberi.

Gli scolitidi sono piccoli coleotteri cilindrici che, nei vari stadi di vita, scavano, sotto la corteccia delle conifere, dei complessi sistemi di gallerie. Questo gruppo di specie attacca solitamente alberi deperienti, in quanto gia' danneggiati da precedenti patologie o indeboliti da eventi climatici. (…)

Sicuramente questa forte infestazione e' stata innescata dal fortunale che si e' abbattuto sul parco in data 21/07/2003 ed e' stata favorita dalla calda e siccitosa estate del 2003."

Gli effetti di questa invasione sono importanti: ben 6 ettari sui 33 di superficie della pineta sono stati colpiti in maniera irreversibile e le prospettive sono sconfortanti anche per gli esemplari ancora sani. Infatti, diventa indispensabile eliminare (cioe' abbattere e bruciare) gli alberi colpiti per evitare che gli scolitidi proseguano nella loro opera.

Ciclo vitale degli scolitidi

Durante l'inverno questi insetti si rintanano sotto la corteccia delle piante, per uscirne quando la temperatura si fa piu' mite.
"In primavera gli adulti penetrano sotto la corteccia, preferibilmente di alberi in difficolta' vegetativa, qui il maschio colonizza l'albero ospite e costruisce una camera nuziale nello strato subcorticale. Se l'albero scelto e' favorevole alla riproduzione, il maschio emette delle sostanze odorose al fine di richiamare altri individui.

Dopo l'accoppiamento le femmine fecondate scavano delle gallerie, nelle quali depongono le uova da cui nasceranno le larve che, sviluppandosi, creeranno nuove gallerie da cui sfarfalleranno gli adulti che daranno origine ad una nuova generazione."

Si capisce pertanto perché diventi necessario intervenire entro la fine di marzo di quest'anno.
Piu' facile a dirsi che a farsi…: l'Ente Parchi sta pertanto cercando soluzioni che non gravino economicamente in modo eccessivo, ma che permettano di bloccare la corsa di questi ospiti indesiderati che stanno minacciando la salute del bosco.

Un incontro di approfondimento

Ulteriori approfondimenti e aggiornamenti sulla situazione saranno possibili partecipando alla serata divulgativa in programma per venerdi' 24 giugno presso la sede e Centro Visite dell'ente.

Altre informazioni possono essere cercate direttamente nel sito dell'Istituto per le Piante da Legno e l'Ambiente S.p.A.


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Questa pagina e' stata aggiornata il 31 gennaio 2005
Per maggiori informazioni: info@parchilagomaggiore.it