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I pipistrelli in dieci parole chiave

Ultrasuoni (3 di 10)

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Un pipistrello a caccia col biosonar. Disegno di E. Giuliano

Un corpo che vibra produce un suono, che si propaga nell’aria come un’onda.
I suoni gravi (bassi) sono caratterizzati da poche oscillazioni al secondo. In linguaggio tecnico si dice che hanno una bassa frequenza.
I suoni acuti (alti) sono caratterizzati da molte oscillazioni al secondo. Essi hanno un’alta frequenza.
L’orecchio umano distingue suoni compresi tra una frequenza di 16 Hertz (Hz) e una frequenza di 18000- 20000 Hz (= 20 kHz). I suoni con frequenza superiore ai 20 kHz vengono detti “ultrasuoni”.
I pipistrelli emettono suoni udibili all’orecchio umano, simili a dei “cri cri”, e ultrasuoni, che noi non percepiamo.

Utilizzano parte delle emissioni per comunicare: alcune hanno significato territoriale, altre vengono utilizzate dai maschi, nel periodo degli accoppiamenti, per attirare le femmine, altre ancora costituiscono richiami volti a coinvolgere esemplari in azioni di disturbo contro predatori.

I pipistrelli emettono ultrasuoni. Disegno di E. Giuliano

La maggior parte delle emissioni, tuttavia, non ha significato sociale, ma serve per esplorare l’ambiente circostante (ecolocalizzazione). In netta prevalenza si tratta di ultrasuoni, emessi dalle narici o dalla bocca. Le onde riflesse dagli ostacoli sono captate dai padiglioni auricolari e trasmesse al cervello, ove si traducono in una nitida immagine del contesto esplorato, anche nel buio assoluto.

I rinolofidi emettono gli ultrasuoni dal naso, concentrandoli con le pieghe della foglia nasale. Si tratta di emissioni lunghe, a frequenza prevalentemente costante.
Negli spazi aperti, invece, i segnali ad alta frequenza si indeboliscono e non forniscono una eco. Per tale motivo, le specie che volano e cacciano a cielo aperto utilizzano basse frequenze, con le quali possono percepire ostacoli e prede anche molto distanti.
Varie specie si servono di emissioni diverse, a seconda delle caratteristiche dell’ambiente circostante.


Testi di E. Patriarca e P. Debernardi. Disegni di E. Giuliano

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Questa pagina e' stata aggiornata il 29 dicembre 2004
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