Domande frequenti sui pipistrelli
Cosa fare se si scopre un sito di rifugio utilizzato da pipistrelli?
Fra le principali cause di rarefazione dei pipistrelli vi sono la distruzione e l’alterazione dei siti che gli esemplari utilizzano per il riposo diurno, il letargo invernale e la riproduzione. Tali siti sono genericamente denominati dai chirotterologi col termine inglese di “roost”.
Conoscere quali sono i siti di rifugio utilizzati dai pipistrelli di un’area e, in particolare, scoprire i siti piu' importanti, dove si radunano piu' specie e/o sono presenti aggregazioni numericamente cospicue di esemplari, ha un’importanza fondamentale. Tali informazioni consentono di migliorare le conoscenze sulla distribuzione geografica delle varie specie, definire meglio il loro status (cioe' servono per capire se e quanto esse siano minacciate d’estinzione) e, soprattutto, sono indispensabili ai fini di conservazione. I chirotterologi italiani sono attualmente impegnati nel censimento dei roost presenti sul territorio nazionale. Chiunque conosca dei roost puo' collaborare al progetto: informazioni al riguardo si trovano al sito: www.pipistrelli.org
Particolarmente preziose risulteranno le segnalazioni di roost utilizzati da esemplari che vengano osservati appesi alle volte, in ambienti volumetricamente cospicui (vani interni di edifici, grotte o miniere).
I dati relativi al territorio del Lago Maggiore (sponda piemontese) e, piu' in generale, alle regioni Piemonte e Valle d’Aosta, vanno comunicati alla S.Te.P. Stazione Teriologica Piemontese (c/o Museo Civico Storia Naturale, C.P. 89 10020 Carmagnola TO. (E-mail: teriologi@libero.it). Cosa fare se dei pipistrelli utilizzano come sito di rifugio casa nostra?
Varie specie di pipistrelli frequentano le costruzioni dell’uomo. Le colonie piu' cospicue si riscontrano all’interno di chiese, castelli e altri edifici monumentali, che offrono volumi ampi e poco disturbati. Piccole aggregazioni di esemplari, o individui singoli, possono tuttavia trovare anche nelle comuni abitazioni siti per il riposo diurno, la riproduzione e, piu' raramente, lo svernamento.
Eccezion fatta per il periodo d'ibernazione, al crescere del numero degli individui presenti, diventa progressivamente piu' facile udirne le vocalizzazioni: sorta di squittii acuti emessi durante le fasi di ritiro nel rifugio. Solitamente la presenza dei pipistrelli non viene neppure percepita da chi li ospita e non determina inconvenienti ne' alle strutture dell'edificio, ne' a chi vi abita. Talora, tuttavia, possono determinarsi situazioni di "piccole conflittualita'", comunque generalmente superabili.
Cosa fare se dei pipistrelli sono entrati accidentalmente in casa?
L’ingresso accidentale di un pipistrello nei locali interni di un edificio e' un fenomeno abbastanza comune in estate o all’inizio dell’autunno. Talora puo' capitare che il primo esemplare entrato, con le proprie vocalizzazioni, attiri all’interno altri individui. In genere basta chiudere la porta del locale dove si trova il pipistrello (o i pipistrelli) e aprire le finestre. Se si sta fermi in silenzio, senza agitare stracci o altro, gli esemplari in volo escono nel giro di pochi minuti. Se gli esemplari vengono sorpresi all’interno dei locali durante il loro riposo diurno, si dovra' pazientare fino alla sera successiva, quando essi riprenderanno l’attivita' e potranno venir fatti uscire come precedentemente descritto. In alternativa, si potra' raccogliere gli esemplari in riposo, munendosi di un paio di guanti (talora gli esemplari spaventati cercano di mordere) e metterli in una scatola di cartone o in un sacchetto di tela traspirante (cotone, lino, juta), per liberarli all’imbrunire. Puo' verificarsi che ingressi accidentali di pipistrelli si ripetano a breve distanza di tempo. Cio' accade quando gli esemplari utilizzano come sito di rifugio il cassonetto di una persiana che viene mantenuta abbassata durante la notte, mentre le finestre sono lasciate aperte. Tale circostanza si realizza di solito nelle notti estive piu' calde, al fine di rinfrescare i locali interni. I pipistrelli possono allora confondere la via d’uscita dal cassonetto e ritrovarsi all’interno dell’edificio. A prevenzione di cio', e' sufficiente collocare sul telaio superiore del serramento, dal lato interno della tapparella, un listello con bordo a spazzola, del tipo impiegato come paraspifferi per le porte. Un discorso a parte, infine, sugli ingressi "particolari" che possono verificarsi intorno al mese di settembre. Per motivi ancora scarsamente conosciuti, in alcuni edifici, in tale periodo, puo' capitare che entrino numerosi esemplari, anche varie decine, e che continuino a volare lungamente ignorando le finestre aperte. Cosa fare se si trovano pipistrelli in difficolta'?
Puo' capitare di trovare pipistrelli feriti, il piu' delle volte catturati da gatti, o semplicemente debilitati per essere rimasti per giorni intrappolati all'interno di un edificio.
Frequentemente gli esemplari sono disidratati; e' sempre bene, pertanto, provare a dar loro da bere. Si puo' usare una siringa senz'ago, tenendo il pipistrello sul palmo della mano, a testa in giu', evitando di bagnare le narici.
All'inizio dell'estate e' frequente il rinvenimento di piccoli dell'anno, caduti dalle nursery. E' possibile nutrire tali esemplari e portarli alla taglia adulta, ma non si sa se, una volta liberati, essi saranno in grado di cacciare e sopravvivere. Pertanto, nel caso di rinvenimento di piccoli inetti, e' necessario fare ogni tentativo per reintrodurli nella colonia da cui provengono.
Nel caso essa sia conosciuta e accessibile, bastera' far appigliare l'esemplare a una parete o alla volta del sito di rifugio. Se, infine, si ignora completamente da dove il piccolo e' caduto, si puo' provare, all'imbrunire, a rimetterlo nel punto in cui lo si e' trovato, all'interno di una bacinella. Si avra' cura di collocare nello stesso recipiente un pezzo di legno o un qualsiasi oggetto di volume adeguato, avvolto in uno straccio sul quale l'animale possa appigliarsi. La speranza e' che la madre del piccolo, attirata dai suoi richiami, lo ritrovi e se lo porti via. Se neppure tale tentativo riesce, ci si dovra' rivolgere agli uffici deputati alla tutela della fauna presenti nel proprio territorio. Questi provvederanno a recapitare l'esemplare a personale esperto, che valutera' se e' possibile allevarlo e tentare la reintroduzione in natura. Cosa fare se si trova un pipistrello morto?Le conoscenze sulla distribuzione delle varie specie sono ancora molto carenti ed e' importante che nessun dato venga sprecato. Si raccomanda pertanto a chi trova un pipistrello morto di raccoglierlo, anche se in cattivo stato di conservazione (per la determinazione e' sufficiente che sia presente il cranio). Per la conservazione si puo' utilizzare dell’alcool, in quantita' sufficiente a coprire il reperto, o, ancor meglio, ricorrere al freezer, riponendo l’esemplare in un sacchetto. Non si dimentichi di etichettare il reperto, registrando luogo e data di rinvenimento: in assenza di tali dati la segnalazione risulterebbe inutile.
Il ritrovamento dovra' quindi essere comunicato al piu' vicino centro di ricerca chirotterologica o agli uffici dell’Amministrazione Provinciale che si occupano di fauna selvatica. Testi e foto di E. Patriarca e P. Debernardi.
Questa pagina e' stata aggiornata il 5 gennaio 2005 | ||||||