Myotis blythii (Tomes, 1857)
Nome italiano: Vespertilio di Blyth, Vespertilio minore.
TassonomiaDal punto di vista morfologico ed evolutivo, la specie e' strettamente affine al Vespertilio maggiore (Myotis myotis), con cui forma spesso colonie riproduttive miste. Caratteristiche morfologiche
Grossa taglia. Aspetto quasi identico a quello del Vespertilio maggiore, rispetto al quale presenta taglia lievemente inferiore. Colorazione dorsale marrone grigiastra, che negli adulti contrasta nettamente con il bianco del ventre (nei giovani questo e' grigiastro e il contrasto e' minore). Trago lanceolato. Distribuzione geografica
Specie Centroasiatico-Europea, diffusa nell’Europa meridionale, con segnalazioni piu' settentrionali intorno ai 50° di latitudine, in parte dell’Asia centrale e, verso Est, fino all’India nord-occidentale, alla Mongolia e alla Cina. Dati demografici
I dati disponibili per l'Europa, relativi alla dimensione di singole colonie, evidenziano quasi ovunque andamenti demografici fortemente negativi. In Romania una colonia riproduttiva che nel 1974 contava 4000-5000 esemplari risultava ridotta nel 1979 a 150-200 esemplari. In Israele la specie e' prossima all'estinzione. Habitat
Segnalata fino a circa 1000 metri s.l.m., utilizza ambienti di foraggiamento caratterizzati da prevalente copertura erbacea (steppe, praterie, pascoli, prati polifiti con alte erbe). La specie e' considerata sedentaria o migratrice occasionale. Risulta documentato uno spostamento di 600 Km. AlimentazioneDa studi condotti in Svizzera e Portogallo risulta basata essenzialmente su Insetti catturati sulla vegetazione erbacea, principalmente Ortotteri Tettigonidi. Componenti alimentari frequentemente utilizzate sono inoltre le larve di Lepidotteri e i Coleotteri Melolontini. Comportamento riproduttivo
Gli accoppiamenti hanno luogo in autunno e, forse, si protraggono durante l'ibernazione. Il parto, di un solo piccolo, cade da fine maggio a tutto giugno. Rapporti con altre specie
La specie viene occasionalmente predata da Strigiformi. Fattori d'interferenzaAlterazioni ambientali, in particolare legate a pratiche dell'agricoltura intensiva (aratura, massicci trattamenti con pesticidi, distruzione degli ambienti di rifugio per l'entomofauna) e all'impatto che questa determina sulle fonti trofiche della specie (riduzione numerica, contaminazione delle prede). Disturbo, alterazione e perdita di siti di rifugio. Tali fattori rivestono particolare gravita' quando interessano colonie riproduttive di grosse dimensioni, tipicamente legate a rifugi tradizionali (edifici monumentali, cavita' sotterranee). Testi e foto (tranne ove specificato diversamente) di E. Patriarca e P. Debernardi
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