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Myotis blythii (Tomes, 1857)

pipistrellino svolazzante



Nome italiano: Vespertilio di Blyth, Vespertilio minore.

Myotis blythii

Tassonomia

Recentemente per la specie è stata riproposta la denominazione Myotis oxygnathus, sulla base di evidenze genetiche preliminari che dimostrerebbero che gli esemplari europei sono differenziati al livello di specie dai M. blythii asiatici; i lavori di caratterizzazione genetica non possono tuttavia essere considerati esaustivi, anche perché nella nostra area geografica è stata accertata l’ibridazione con Myotis myotis.  In analogia con vari Autori, nel seguito viene utilizzata ancora la denominazione di M. blythii.



Caratteristiche morfologiche

Grossa taglia. Aspetto quasi identico a quello del Vespertilio maggiore, rispetto al quale presenta taglia lievemente inferiore. Colorazione dorsale marrone grigiastra, che negli adulti contrasta nettamente con il bianco del ventre (nei giovani questo e' grigiastro e il contrasto e' minore). Trago lanceolato.
Nelle colonie gli esemplari si appendono tipicamente "a grappolo".
Lunghezza testa-corpo (54) 58-70 (76) mm; avambraccio (50,5) 52-59 (63,5) mm; apertura alare 350-408 mm; peso 15-28,5 g.



Distribuzione geografica

Specie Centroasiatico-Europea, diffusa nell’Europa meridionale, con segnalazioni piu' settentrionali intorno ai 50° di latitudine, in parte dell’Asia centrale e, verso Est, fino all’India nord-occidentale, alla Mongolia e alla Cina.
Tutte le regioni italiane sono comprese in tale areale, con l’eccezione, quasi certa, della Sardegna.
I decrementi demografici registrati in vari Paesi europei suggeriscono che l'areale della specie possa essere diminuito in estensione rispetto al recente passato.



Dati demografici

Nella seconda metà del ‘900 sono stati registrati drastici declini demografici della specie in vari Paesi europei. Attualmente localmente vi sono prove di ulteriori decrementi, ma in altri contesti si ritiene che le popolazioni siano stabili e ancora abbondanti. Gli scarsissimi dati disponibili per l'Italia non consentono una caratterizzazione delle dimensioni delle popolazioni. Informazioni frammentarie, relative alla dimensione delle colonie riproduttive dell’Italia nord-occidentale (in cui la specie compare assieme a M. myotis) suggeriscono un forte decremento demografico rispetto al passato.



Habitat

Segnalata fino a circa 1000 metri s.l.m., utilizza ambienti di foraggiamento caratterizzati da prevalente copertura erbacea (steppe, praterie, pascoli, prati polifiti con alte erbe).
Le colonie riproduttive vengono costituite in edifici o ambienti ipogei relativamente caldi. Esemplari isolati sono stati osservati in cavita' arboree. L'ibernazione avviene in ambienti ipogei.

La specie e' considerata sedentaria o migratrice occasionale. Risulta documentato uno spostamento di 488 km.



Alimentazione

Da studi condotti in Svizzera e Portogallo risulta basata essenzialmente su Insetti catturati sulla vegetazione erbacea, principalmente Ortotteri Tettigonidi. Componenti alimentari frequentemente utilizzate sono inoltre le larve di Lepidotteri e i Coleotteri Melolontini.



Comportamento riproduttivo

Gli accoppiamenti hanno luogo in autunno e, forse, si protraggono durante l'ibernazione. Il parto, di un solo piccolo, cade da fine maggio a tutto giugno.
Per la specie viene citata una longevita' massima accertata di 33 anni.



Rapporti con altre specie

La specie viene occasionalmente predata da Strigiformi.
Costituisce frequentemente colonie riproduttive miste con Myotis myotis e Miniopterus schreibersii e talora si trova anche in associazione con rinolofidi.
M. myotis e M. blythii presentano una netta differenziazione conseguente a una diversa selezione di microhabitat durante l'attivita' di caccia.



Fattori d'interferenza

Alterazioni ambientali, in particolare legate a pratiche dell'agricoltura intensiva (aratura, massicci trattamenti con pesticidi, distruzione degli ambienti di rifugio per l'entomofauna) e all'impatto che questa determina sulle fonti trofiche della specie (riduzione numerica, contaminazione delle prede). Disturbo, alterazione e perdita di siti di rifugio. Tali fattori rivestono particolare gravita' quando interessano colonie riproduttive di grosse dimensioni, tipicamente legate a rifugi tradizionali (edifici monumentali, cavita' sotterranee).

Testi e foto (tranne ove specificato diversamente) di E. Patriarca e P. Debernardi



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Questa pagina e' stata aggiornata il 7 luglio 2011
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