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Myotis nattereri (Kuhl, 1817)

pipistrellino svolazzante


Nome italiano: Vespertilio di Natterer

 

Tassonomia

Sulla base di analisi genetiche è stato recentemente evidenziato come sotto la denominazione M. nattereri siano state lungamente confuse più specie criptiche.
Per quanto riguarda in particolare gli esemplari italiani è stato suggerito che appartengano a specie distinta dai M. nattereri centroeuropei.  Differenze genetiche rilevanti sono  inoltre state messe in evidenza fra esemplari dell’Italia settentrionale e dell’Italia meridionale.  Si attende l’acquisizione di maggiori informazioni per una caratterizzazione tassonomica precisa.
I dati riportati nel seguito sono desunti dalla letteratura prodotta prima che venissero messe in luce tali problematiche tassonomiche e conseguentemente sono relativi al “gruppo M. nattereri”.

vespertilio di Natterer

Caratteristiche morfologiche

Taglia media. Colorazione dorsale grigio-marrone chiaro, nettamente contrastante con quella ventrale, biancastra. Trago auricolare chiaro, particolarmente lungo (oltre la meta' del padiglione auricolare) e appuntito. Ali di forma allargata, adatte al volo manovrato. Margine della membrana caudale munito di peli rigidi e ricurvi.
Lunghezza testa-corpo (37) 45-52 (55) mm; avambraccio 35-43 (46) mm; apertura alare 220-300 mm; peso 5-12 g.


Distribuzione geografica

M. nattereri è classicamente descritta come entita' euroasiatico-maghrebina, presente in tutta Europa, con limite Nord intorno ai 60° di latitudine.  La revisione sistematica in corso porterà a rivedere tale caratterizzazione distributiva.
Le informazioni disponibili sono insufficienti a caratterizzare con precisione la distribuzione attuale degli esemplari riferibili al “gruppo M. nattereri” in Italia; l'ubicazione dispersa delle segnalazioni fa tuttavia ipotizzare che possano essere presenti in tutte le regioni, eventualmente con l'eccezione della Sardegna.


Dati demografici

In Italia, Gulino e Dal Piaz (1939) descrivevano “M. nattereri” come "ovunque poco comune"; attualmente non si dispone di conoscenze chirotterologiche sufficienti per effettuare considerazioni piu' precise.
Le colonie riproduttive del “gruppo M. nattereri” annoverano di solito 20-80 adulti, ma sono segnalate anche colonie di 100-200 esemplari.


Habitat

Esemplari riferibili al “gruppo M. nattereri” sono segnalati dal livello del mare fino a circa 2000 m.
Considerati forestali sia in relazione alle abitudini alimentari (foraggiamento all'interno e presso i margini forestali, spesso in contesti forestali associati a zone umide), sia nella scelta dei siti di rifugio. Questi ultimi sono generalmente di tipo interstiziale: durante la stagione attiva cavita' arboree, edifici, ponti e cassette-nido; in ibernazione ambienti ipogei molto umidi e piuttosto freddi (ubicazione presso le aperture) e cavita' arboree. Le colonie riproduttive utilizzano piu' siti di rifugio, spostandosi frequentemente da uno all'altro.
I dati sugli spostamenti degli esemplari classificati come M. nattereri secondo i criteri morfologici classici e raccolti in Europa centrale e occidentale evidenziano differenze, da valutare in relazione al riconoscimento di specie criptiche. La maggior parte dei dati attestano condizioni di sedentarietà, ma altri dati mostrano spostamenti stagionali intorno ai 100-150 km. Lo spostamento piu' lungo segnalato in Europa, pari a 327 km, è considerato un movimento di dispersione.


Alimentazione

Basata principalmente su prede catturate sulla vegetazione o su altri substrati, anche al suolo: Ditteri (soprattutto diurni, raccolti mentre sono in fase di riposo), Opilionidi, ragni, bruchi di Lepidotteri. Solo una parte secondaria delle prede (Neurotteri, Ditteri notturni) verrebbe catturata in volo. Molte delle specie predate sono tipicamente forestali.


Comportamento riproduttivo

Accoppiamenti autunnali o, forse, dall'autunno alla primavera. Costituzione delle colonie riproduttive a partire da aprile. Nascite in giugno-luglio. Un parto all'anno, di un solo piccolo.
Massima longevita' accertata: 21 anni.


Rapporti con altre specie

Esemplari riferibili al “gruppo M. nattereri” sono segnalati in ibernazione con Myotis daubentonii e durante l'estate, in aggregazioni con varie altre specie di chirotteri (generi Rhinolophus, Myotis, Nyctalus, Plecotus)


Fattori d'interferenza

Alterazioni degli ambienti di foraggiamento e perdita di siti di rifugio (in particolare perdita di naturalita' negli ambienti forestali). In Nord-Europa alcune colonie riproduttive della specie sono state distrutte a causa dei trattamenti insetticidi e antifungini delle strutture in legno degli edifici.

Testi e foto (tranne ove specificato diversamente) di E. Patriarca e P. Debernardi



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Questa pagina e' stata aggiornata il 7 luglio 2011
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