Oltre alla problematica distinzione dalla specie Vespertilio di Brandt (Myotis brandtii), l’analisi del DNA ha recentemente portato a scoprire che sotto la denominazione M. mystacinus venivano confuse due specie, la più piccola delle quali, denotanti lievi differenze in alcuni caratteri morfologici, è stata denominata Vespertilio di Alcatoe (M. alcathoe).
Alcuni Autori hanno suggerito la presenza nel “gruppo mystacinus” di un’ulteriore specie, il Vespertilio dorato (M. aurascens)), segnalata anche in Nord Italia. Secondo lavori più recenti, tuttavia, tale entità avrebbe distribuzione Est Europea - Caucasica e gli esemplari italiani già confusi con essa andrebbero attribuiti a M. mystacinus.
I dati di letteratura riferiti a M. mystacinus, compresi quelli riportati nel seguito, sono quasi totalmente antecedenti alla descrizione di M. alcathoe e necessitano quindi di verifica.
Caratteristiche morfologiche
Specie di piccola taglia. Presenta orecchie, muso e patagio di colore bruno scuro, pelliccia dorsale grigio-marrone, di aspetto un po' arruffato, e pelliccia ventrale più chiara e grigiastra. Il trago, come in tutti i Myotis, è lungo, stretto e appuntito.
Morfologicamente la specie è quasi identica a Myotis brandtii e a M. alcathoe.
Lunghezza testa-corpo 35-48 mm; avambraccio 32-36 mm; apertura alare 190-225 mm; peso 4-8 g.
Distribuzione geografica
Specie euroasiatico-maghrebina, segnalata in quasi tutta Europa, in Marocco e in buona parte dell’Asia. In Italia potrebbe essere presente in tutte le regioni, ma la carenza di ricerche e la necessità di mettere in discussione i dati rilevati prima del riconoscimento dello statuto specifico di M. alcathoe impongono cautela nel trarre conclusioni circa la distribuzione; lo stesso vale per l’areale complessivo della specie.
Dati demografici
Nell’ambito dell’areale, si registrano densità demografiche lungo il gradiente Sud-Nord.
Ove la specie è relativamente più abbondante forma colonie riproduttive con 20-70 femmine.
Habitat
Per il foraggiamento frequenta ambienti eterogenei, dal livello del mare fino a oltre 2000 metri: aree aperte, boschi, contesti antropizzati (edifici, giardini) e zone umide.
Utilizza come siti di rifugio estivi edifici (interstizi dei rivestimenti, spazi dietro ante mantenute aperte), cavità arboree e bat box. Iberna in cavità sotterranee.
Rispetto a M. brandii denota un legame minore con gli ambienti forestali e una maggior antropofilia.
E’ considerata una specie sedentaria o migratrice occasionale.
Alimentazione
Caccia in volo ad altezze generalmente inferiori ai 6 metri, talora sull'acqua. Dieta basata prevalentemente su Ditteri (soprattutto Tipulidi).
Comportamento riproduttivo
Gli accoppiamenti hanno luogo dall'autunno alla primavera. Le colonie riproduttive si radunano intorno a maggio. Da giugno a luglio hanno luogo i parti, normalmente di un solo piccolo.
Le femmine raggiungono la maturità sessuale generalmente a 15 mesi.
Il record di longevità finora registrato è di 23 anni.
Rapporti con altre specie
Viene occasionalmente predata da Strigiformi.
Risulta segnalata all’interno di siti di rifugio assieme a Pipistrellus spp., Plecotus auritus e Myotis brandtii.
Fattori d’interferenza
Costituiscono fattori negativi i trattamenti antifungini-insetticidi delle strutture lignee dei siti di rifugio negli edifici, il disturbo nelle cavità ipogee e, in generale, la perdita di siti di rifugio.