Taglia media. Facilmente riconoscibile dalla morfologia esterna e in particolare dai caratteri auricolari: orecchi separati, trago lungo e appuntito, padiglioni di lunghezza superiore a 20 mm. Lunghezza testa-corpo 45-55 mm; avambraccio 39-45 (47) mm; apertura alare 250-290 mm; peso 7-13,6 g.
Distribuzione geografica
Specie Sud e centro -europea (a Nord fino alla Gran Bretagna e alla Svezia meridionale) e Sud-Ovest-asiatica (Caucaso, Asia Minore).
Di difficile rilevamento, benchè non risulti segnalata in varie regioni italiane, è verrosimilmente presente in tutto il Paese, con la possibile eccezione della Sardegna.
Dati demografici
E’ considerate specie rara nel suo complessivo areale. Le popolazioni appaiono frammentate a causa della perdita del suo habitat elettivo, le foreste mature di latifoglie. I dati demografici di significato attuale disponibili sono estremamente limitati ma, in considerazione delle esigenze ecologiche della specie e del confronto con dati di epoca postglaciale (specie abbondante nei sedimenti fossili) si ritiene che la specie abbia conosciuto forti decrementi e mostri tuttora cali demografici.
Le colonie riproduttive annoverano prevalentemente 5-30 femmine.
Habitat
Predilige aree di bassa o media altitudine (è segnalata fino a 1800 m) ed è una specie spiccatamente forestale: benchè possa scegliere come siti di rifugio le cavità ipogee e, sporadicamente, gli edifici, per la riproduzione è legata primariamente ai rifugi arborei, che talora utilizza lungo l’intero corso dell’anno; dipende inoltre dagli ambienti forestali per il foraggiamento, preferendo foreste mature di latifoglie strutturalmente complesse (Meschede e Heller, 2002).
Fra i chirotteri europei, è una delle specie più sedentarie (il massimo spostamento registrato è di 73 km), con area di foraggiamento particolarmente piccola (massima distanza nota percorsa fra il roost e l’area di foraggiamento: 2680 m) e distribuzione “insulare” a causa della limitata disponibilità di habitat idonei. E’ dunque fondamentale, per la sua conservazione, la gestione forestale, che deve essere orientata a soddisfare le esigenze ecologiche della specie anche alla scala più locale.
Alimentazione
Prevalentemente basata su Lepidotteri, Ditteri, Coleotteri, ragni e Opilionidi. La cattura delle prede avviene in volo o, più spesso, raccogliendole mentre sono posate sulla vegetazione o al suolo.
Comportamento riproduttivo
Le colonie riproduttive si costituiscono a partire da aprile e consistono di femmine imparentate. Il parto ha luogo in giugno o inizio luglio. Normalmente viene partorito un unico piccolo. A partire da fine agosto le colonie si disperdono e ha inizio la fase dello swarming autunnale: esemplari provenienti da un’area vasta si radunano in siti ipogei nei quali hanno luogo anche degli accoppiamenti, che garantiscono il flusso genico nella metapopolazione.
La longevita' massima registrata per la specie e' 21 anni.
Rapporti con altre specie
La specie viene occasionalmente predata da Strigiformi. Sono note aggregazioni estive assieme a Myotis del gruppo nattereri.
Fattori d’interferenza
Disboscamento, rimozione del sottobosco, rimozione degli alberi morti o deperenti e, in generale, le azioni che implicano perdita di naturalità delle formazioni forestali, così come l’eliminazione di siepi e filari arborei significano per M. bechsteinii perdita di ambienti di foraggiamento, di rifugi e di connettività ambientale.
Pratiche agricole (pesticidi, abbandono della rotazione e perdita di eterogeneità ambientale a causa di trasformazioni in senso intensivo) e zootecniche (pascolamento in ambiente forestale con conseguente distruzione del sottobosco) condizionano negativamente la disponibilita' trofica.
Una gestione delle cavità ipogee senza tenere in conto la chirotterofauna (fruizione speleologica o turistica, chiusura cavità) può compromettere siti di rifugio.
Testi e foto (tranne ove specificato diversamente) di E. Patriarca e P. Debernardi