Hypsugo savii (Bonaparte, 1837)
Nome italiano: Pipistrello di Savi
TassonomiaLa specie e' stata a lungo considerata come appartenente al genere Pipistrellus, ma recenti studi hanno dimostrato che essa e' ben differenziata da tale gruppo sistematico. Caratteristiche morfologiche
Piccola taglia. Sul mantello del dorso, generalmente bruno scuro, spiccano le punte dei peli di colore giallastro; l'addome si presenta grigio chiaro, con sfumature giallastre; muso, orecchie e membrane alari sono brune. La coda sporge dal margine della membrana caudale di 3-5 mm. Il trago denota misure equivalenti di altezza e larghezza. Distribuzione geografica
Specie Centroasiatico-Mediterranea, diffusa nell’Europa meridionale (limite Nord intorno ai 47° di latitudine), in Nord Africa, in Asia centrale e a Est, fino all’India nord-orientale e al Giappone settentrionale. Dati demograficiIn Italia la specie e' considerata diffusa e abbondante, tuttavia non si dispone di dati demografici precisi. HabitatE’ segnalata presso tipologie ambientali varie, dal livello del mare a oltre 2000 metri di quota (è una delle specie che sale più in alto).. A comportamento rupicolo, frequenta gli interstizi delle pareti rocciose e, piu' raramente, delle cavita' ipogee; risulta segnalata anche nei cavi degli alberi e sotto le cortecce sollevate. Negli edifici ritrova condizioni analoghe negli interstizi: fessure dei muri, spazi dietro le imposte, piccoli volumi fra le tegole e il rivestimento dei tetti e fra i muri e gli oggetti appesi. AlimentazionePuo' cacciare sia a bassa altezza (sull’acqua, presso le chiome degli alberi, attorno ai lampioni), sia a parecchie decine di metri dal suolo. Vengono predati insetti di piccola taglia, in particolare Ditteri, Lepidotteri, Imenotteri, Neurotteri ed Emitteri. Comportamento riproduttivo
Gli accoppiamenti hanno luogo in agosto-settembre. I parti si collocano in giugno-luglio e sono di solito gemellari (piu' raramente viene partorito un unico piccolo). Rapporti con altre specieLa specie viene occasionalmente predata da Strigiformi. Fattori d'interferenzaIn relazione alla frequentazione di spazi interstiziali negli edifici, la specie e' sottoposta ai fattori d'interferenza che possono agire su tali rifugi (occlusione accessi, trattamento delle strutture con prodotti tossici ecc.). Testi e foto (tranne ove specificato diversamente) di E. Patriarca e P. Debernardi
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