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Hypsugo savii (Bonaparte, 1837)

pipistrellino svolazzante


Nome italiano: Pipistrello di Savi


Hypsugo savii

Tassonomia

La specie e' stata a lungo considerata come appartenente al genere Pipistrellus, ma recenti studi hanno dimostrato che essa e' ben differenziata da tale gruppo sistematico.


Caratteristiche morfologiche

Piccola taglia. Sul mantello del dorso, generalmente bruno scuro, spiccano le punte dei peli di colore giallastro; l'addome si presenta grigio chiaro, con sfumature giallastre; muso, orecchie e membrane alari sono brune. La coda sporge dal margine della membrana caudale di 3-5 mm. Il trago denota misure equivalenti di altezza e larghezza.
Lunghezza testa-corpo (40) 43-52 mm; avambraccio 30-37 (38) mm; apertura alare 220-250 mm; peso 5-10 g.


Distribuzione geografica

Specie Centroasiatico-Mediterranea, diffusa nell’Europa meridionale (limite Nord intorno ai 47° di latitudine), in Asia centrale e a Est, fino all’India nord-orientale e al Giappone settentrionale.
In Italia risulta rilevata in quasi tutte le regioni e le assenze di segnalazioni sono probabilmente da imputare a carenza di rilevamento.


Dati demografici

Fino a epoca recente la specie e' stata considerata piu' rara e minacciata di quanto sia in realta' a causa di problemi di rilevamento. In Italia la specie e' considerata frequente, tuttavia non si dispone di dati demografici precisi.
Le colonie riproduttive sono composte da 5-70 femmine.


Habitat

E’ segnalata presso tipologie ambientali varie, dal livello del mare a oltre 2000 metri di quota; in montagna predilige le vallate piu' calde. A comportamento rupicolo, frequenta gli interstizi delle pareti rocciose e, piu' raramente, delle cavita' ipogee; risulta segnalata anche nei cavi degli alberi e sotto le cortecce sollevate. Negli edifici ritrova condizioni analoghe negli interstizi: fessure dei muri, spazi dietro le imposte, piccoli volumi fra le tegole e il rivestimento dei tetti e fra i muri e gli oggetti appesi.
Considerata specie sedentaria o migratrice occasionale, per essa e' stato documentato uno spostamento massimo di 250 Km.


Alimentazione

Puo' cacciare sia a bassa altezza (sull’acqua, presso le chiome degli alberi, attorno ai lampioni), sia a parecchie decine di metri dal suolo. Vengono predati insetti di piccola taglia, in particolare Ditteri, Lepidotteri, Imenotteri, Neurotteri ed Emitteri.


Comportamento riproduttivo

Gli accoppiamenti hanno luogo in agosto-settembre. I parti si collocano in giugno-luglio e sono di solito gemellari (piu' raramente viene partorito un unico piccolo).
Le femmine diventano mature sessualmente a un anno di vita.


Rapporti con altre specie

La specie viene occasionalmente predata da Strigiformi.


Fattori d'interferenza

In relazione alla frequentazione di spazi interstiziali negli edifici, la specie e' sottoposta ai fattori d'interferenza che possono agire su tali rifugi (occlusione accessi, trattamento delle strutture con prodotti tossici ecc.).

Testi e foto (tranne ove specificato diversamente) di E. Patriarca e P. Debernardi



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Questa pagina e' stata aggiornata il 27 dicembre 2004
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