Pipistrellus kuhlii (Kuhl, 1817)
Nome italiano: Pipistrello albolimbato
Caratteristiche morfologiche
Taglia piccola. Colorazione molto variabile, marrone-ruggine-bruna, con ventre solo leggermente piu' chiaro del dorso. Muso e orecchie bruni. Trago corto, con apice arrotondato. Distribuzione geograficaSpecie Turanico-Mediterranea, diffusa in Europa meridionale e in espansione verso Nord (limite Nord accertato in Russia a 57° di latitudine), presente in Africa orientale, Penisola Arabica e, a Est, fino all’India Nord-orientale e, forse, alla Cina. In Italia e' segnalata in tutte le regioni. Dati demografici
Sebbene non si disponga di dati precisi, la specie appare localmente molto frequente; in Italia rappresenta probabilmente il Chirottero piu' comune nelle aree di bassa altitudine e in particolare negli ambiti urbani. Habitat
Predilige le aree di bassa o media altitudine, ove si riscontra in tipologie ambientali varie.
AlimentazioneP. kuhlii caccia prevalentemente entro 10 metri di altezza dal suolo, sotto i lampioni, presso le fronde degli alberi o sopra superfici d’acqua. Le prede vengono catturate in volo: piccoli Ditteri, Lepidotteri, Tricotteri, Coleotteri, Emitteri. Comportamento riproduttivo
Gli accoppiamenti hanno luogo nella tarda estate e in autunno. I parti cadono in giugno; prevalentemente vengono partoriti due piccoli, piu' raramente uno solo. Le colonie riproduttive sono generalmente composte da sole femmine; i maschi adulti conducono vita solitaria o in piccoli gruppi per gran parte dell’anno. La maturita' sessuale viene raggiunta nelle femmine gia' nel primo anno di vita. Rapporti con altre specieLa specie viene occasionalmente predata da Strigiformi. In Valle d’Aosta e' stata osservata in ibernazione nello stesso ambiente di Pipistrellus pipistrellus, Plecotus auritus, Eptesicus serotinus e Barbastella barbastellus, all’interno di fori di mina presso l’ingresso di miniere abbandonate. Fattori d'interferenzaLa specie e' abbondante in molte aree ed in espansione del suo areale verso Nord. Data la sua notevole antropofilia, si ritiene meno sensibile di altri Chirotteri alle alterazioni ambientali. Testi e foto (tranne ove specificato diversamente) di E. Patriarca e P. Debernardi
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