Myotis daubentonii (Kuhl, 1817)
Nome italiano: Vespertilio di Daubenton
Caratteristiche morfologiche
Taglia media. Colorazione dorsale grigio-bruna, con estremita' dei peli spesso luccicante; colorazione ventrale grigio chiaro, generalmente contrastante e nettamente delimitata rispetto alla colorazione dorsale. Trago lanceolato. Piedi molto grandi. Distribuzione geografica
Specie Asiatico-Europea, diffusa in tutti i Paesi europei e, in Asia, fino al Giappone, con limite settentrionale intorno ai 60° di latitudine e meridionale attraverso l’India nord-orientale e la Cina meridionale. Dati demograficiLa specie e' considerata comune e in incremento in Europa; in alcune aree del centro ed Est-Europa e', fra i chirotteri, una delle specie più abbondanti. Colonie riproduttive generalmente di 20-50 femmine (ma ne sono note anche con oltre 300 esemplari).
Habitat
Predilige ambiti di bassa o media altitudine, con presenza di nuclei forestali e zone umide. Queste ultime rappresentano l'ambiente di foraggiamento preferenziale, ma la specie caccia anche in ambienti forestali, a latifoglie o misti. In Italia e' segnalata dal livello del mare fino a oltre 1500 metri di quota. AlimentazioneCattura preferenzialmente le prede volando a pelo d'acqua in volo, con l’aiuto dei piedi e della membrana caudale (uropatagio), utilizzata come un retino. La dieta risulta basata principalmente su Ditteri acquatici, in particolare Chironomidi (insetti adulti e pupe, raccolte sulla superficie dell'acqua), ma ad essa concorrono anche Lepidotteri, Emitteri, Tricotteri, Efemerotteri, Coleotteri e avannotti di pesci. Comportamento riproduttivo
Gli accoppiamenti hanno luogo dall'autunno all'inizio della primavera. Le colonie riproduttive si radunano a partire da maggio e sono talora frequentate da maschi, che tuttavia, piu' frequentemente, formano colonie unisessuali separate. In giugno-luglio, le femmine gravide partoriscono un unico piccolo.
Rapporti con altre specie
La specie viene occasionalmente predata da Strigiformi. Fattori d'interferenza
Interferenze a carico dei siti di rifugio, in particolare disturbo all'interno delle cavita' ipogee, in ibernazione, e sottrazione dei siti di rifugio estivi attraverso abbattimento degli alberi cavi e interventi sugli edifici (trattamento strutture in legno). Testi e foto (tranne ove specificato diversamente) di E. Patriarca e P. Debernardi
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