![]() ![]() ![]() Il querceto dei LagoniCresce nel Parco naturale dei Lagoni di Mercurago dove, unitamente al castagneto, si estende su una superficie di circa 260 ha.
Alle querce si uniscono altre essenze arboree la cui distribuzione risente della passata azione dell'uomo e delle differenti condizioni di crescita. Nelle aree piu' fresche (impluvi e piani intermorenici) si rinvengono l'acero di monte, il frassino, il ciliegio selvatico ed il castagno (Castanea sativa). Al contrario nelle zone piu' secche (pendici e sommita' dei motti collinari) crescono il pino silvestre (Pinus silvestris) e la betulla (Betula pendula), peraltro diffusa anche altrove. Si osservano infine modeste infiltrazioni di pino rigido (Pinus rigida), pino strobo (Pinus strobus) e quercia rossa (Quercus rubra), essenze nordamericane naturalizzatesi nell'area. Un'attenzione a parte richiede la robinia che, al contrario delle specie precedenti, s'infiltra nel querceto in modo anche consistente. La sua diffusione e' stata favorita dalle passate ceduazioni e dagli incendi che, nell'insieme, hanno contribuito ad esaltare le capacita' di concorrenza di questa specie nei confronti delle specie autoctone. Il sottobosco del querceto si presenta piuttosto omogeneo, umido e ombroso. Anfibi (rane e rospi) e piccoli mammiferi (ricci, scoiattoli, arvicole) si trovano a proprio agio, favoriti anche dalla numerosa presenza di cespugli quali: il nocciolo (Corylus avellana) e la frangola (Frangula alnus). Nell'ambito delle specie erbacee prevalgono la molinia (Molinia arundinacea) e la Felce aquilina (Pteridium aquilinum).
Facendo riferimento alla recente Tipologia forestale del Piemonte il querceto del Parco viene a ricadere nell'ambito del querco-carpineto dell'alta pianura ad elevate precipitazioni. La notevole rarita' dei carpino bianco (Carpinus betulus) all'interno dei Parco (fino ad oggi si e' censita una decina d'esemplari!) desta qualche perplessita' in proposito. Inoltre il querceto dei Lagoni mostra considerevoli affinita' con il cosiddetto querco-betuleto insubrico cui si e' accennato in precedenza. Sono in corso degli studi per giungere ad un'opinione definitiva in proposito. E' in ogni caso certo che il bosco attuale, di carattere stabile, e' il risultato di un intenso sfruttamento passato, che ne ha influenzato sensibilmente l'aspetto. Esso era, infatti, governato prevalentemente a ceduo (matricinato o composto) e in qualche caso a fustaia piuttosto rada. Inoltre subiva il periodico rastrellamento della lettiera, utilizzata come strame per la stalla, e ove possibile veniva pascolato. In seguito all'abbandono di queste pratiche il querceto ha riacquistato dei caratteri di maggior naturalita'. Oggi pertanto questo bosco cresce allo stato di fustaia in parte derivata dall'invecchiamento del precedente ceduo. Risulta che mediamente l'eta' delle querce con diametri (a petto d'uomo) di 20-50 cm. oscilli tra 45 e 75 anni. L'applicazione del Piano di assestamento comporta l'esecuzione di moderati diradamenti volti a mantenere o migliorare le condizioni di naturalita' del querceto, unicamente ad eventuali rinfoltimenti con specie autoctone.
Edoardo Villa, il nostro dottore forestale che si occupa di assestameto forestale, ha scritto un articolo sul Martin pescatore in cui descrive caratteristiche ed usi locali della Farnia.
Questa pagina e' stata aggiornata il 31 gennaio 2005 |