![]() ![]() ![]() Robinieto dei LagoniLo si trova in tutte e tre le aree protette, soprattutto nel Parco dei Lagoni dove e' esteso su una superficie di circa 52 ettari. E' un bosco a netta dominanza di robinia (Robinia pseudoacacia) che, com'e' noto, e' una specie d'origine nordamericana introdotta in Francia nel '600 a scopo ornamentale ed in seguito e' giunta in Piemonte nella seconda meta' del '700.
Il robinieto trova le sue migliori condizioni di crescita nei terreni piuttosto sciolti e freschi. Nel Parco dei Lagoni di solito vi si osserva un sottobosco piuttosto sviluppato dove, insieme a specie esotiche come la pioggia d'oro (Solidago canadensis e Solidago gigantea), compaiono diverse specie dell'originario bosco misto di latifoglie, quali ad esempio l'anemone bianco (Anemone nemorosa), la felce femmina (Athyrium filix-foemina), la fusaggine (Euonymus europaeus), il biancospino (Crataegus monogyna) ed il pado (Prunus padus). I robinieti presenti nelle aree gestite dall'Ente Parchi hanno avuto sino ad oggi un duplice destino: sono stati ceduati (come accade tutt'oggi nella Riserva di Fondotoce) oppure sono stati lasciati alla libera evoluzione o sottoposti a moderati diradamenti in sintonia con essa. La seconda condizione e' presente principalmente nel Parco dei Lagoni, ove il piano arboreo del robinieto e' prevalentemente formato da polloni radicali ben sviluppati(che conferiscono al bosco l'aspetto di una fustaia), aventi un'eta' media di circa 35 anni. In questo bosco si osservano fenomeni di rinnovazione da parte di latifoglie quali la farnia, l'acero di monte (Acer pseudoplatanus), il frassino, l'olmo campestre ed il ciliegio selvatico (Prunus avium); tali presenze indicano in modo chiaro la tendenza da parte dell'originario bosco misto a voler succedere all'attuale robinieto, sensibile ad attacchi di parassiti o funghi (Armillaria mellea). Cio' e' reso possibile dalle piante portaseme delle specie anzidette.
Questa lenta trasformazione del bosco e' infatti possibile attraverso l'invecchiamento ed il successivo taglio delle robinie che, avanzando d'eta', perdono progressivamente la loro capacita' di produrre polloni (da ceppaia e radicali). Tale fenomeno e' particolarmente evidente nei soggetti (abbastanza frequenti) che mostrano un calo di vigore vegetativo causato da malattie fungine (marciumi radicali e carie), prodotte dai ben noti chiodini (Armiliaria spp.) e da alcuni funghi "a mensola" (Phellinus punctatus e Ganoderma spp.). Si e' potuto costatare che queste patologie possono portare l'albero alla morte e quindi contribuire naturalmente al contenimento della robinia. Su un tronco di robinia e' stata trovata (e da allora mai piu' rivista) una nuova specie di Crepidotus, un microscopico funghetto rosa orgoglio del parco. Sul numero 24 del nostro notiziario, il Martin pescatore, e' stato pubblicato un articolo sulla robinia ampliando le informazioni presenti in questa pagina con usi locali e tradizionali di questa essenza.
Questa pagina e' stata aggiornata il 31 gennaio 2005 |