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Necropoli romane

di Giuseppina Spagnolo

La continuita' del popolamento dell'area del Lagoni anche in eta' romana e' testimoniata da numerosi rinvenimenti di sepolture che coprono un arco cronologico compreso tra la fine del I ed il III sec. d.C. La necropoli piu' estesamente indagata ha consentito il recupero di un numero cospicuo di urne utilizzate come cinerario e collocate nella nuda terra con copertura quasi costante di embrici.

Tomba all'inizio dello scavo. Foto archivio Parco La presenza di ciottoli di dimensioni anche rilevanti su tutta l'area e spesso rinvenuti al di sopra delle coperture delle urne fa pensare ad un loro utilizzo in funzione di segnacoli, cosi' come alcuni addensamenti di urne potrebbero far ipotizzare la destinazione di particolari aree a gruppi familiari, pur con le cautele dovute ad uno scavo non esaustivo ed in considerazione del vasto arco cronologico di utilizzo della necropoli.

I materiali piu' antichi sono stati rinvenuti nei pochi esempi di cremazioni dirette caratterizzate dalla presenza di una o piu' olpi come elemento del corredo. Una sola tomba con recinto di ciottoli e corredo costituito da urna, deposta all'interno, e forse da una coppetta, posta al di fuori, e' stata rinvenuta durante scavi regolari, mentre sepolture con complesse strutture lapidee a delimitazione a copertura e con il fondo pavimentato con lastre o embrici, utilizzati questi ultimi anche per le testate, risultavano violate da scavi clandestini.


Tomba alla fine dello scavo. Foto archivio Parco Questa contingenza rende particolarmente difficile fare ipotesi circa la cronologia di queste sepolture di cui non conosciamo ne' le caratteristiche ne' la composizione dei corredi e non e' sufficiente la presenza di due monete di Costanzo II e Magnenzio tra i materiali sporadici recuperati nel terreno circostante per asserire di essere in presenza di un'ulteriore fase di frequentazione del sito in pieno IV sec. d.C.

Recenti rinvenimenti occasionali, la cui segnalazione si deve al personale del Parco, sembrano indicare la presenza di una nuova area sepolcrale piu' a Nord Ovest rispetto a quella gia' nota, ma con materiali del tutto analoghi a quelli sopra descritti. Queste sepolture rendono legittimo cercare di individuare gli abitati a cui esse facevano riferimento. I dati a disposizione in tal senso sono ancora molto lacunosi e necessitano di verifiche piu' approfondite.

La presenza di murature in ciottoli a secco, in alcuni punti affioranti, la grande quantita' di embrici in superficie ed il rinvenimento di scorie di fusione in localita' non molto lontane dalle necropoli, fa ragionevolmente ritenere che anche l'insediamento si estendesse all'interno dell'area dell'attuale Parco dei Lagoni.

P.S. Una conferma di queste teorie viene dagli scavi del 2002 che riportarono alla luce una vasta unita' abitativa.

Approfondimenti: materiali, gite e pannelli sul territorio

Per chi volesse approfondire l'argomento e' disponibile, presso tutti gli uffici dell'Ente Parchi, una videocassetta intitolata "testimonianze storiche nell'ambiente naturale" in cui vengono ripresi e approfonditi i temi appena sfiorati in questa pagina.

Il Parco dei Lagoni, in collaborazione con il GASMA (Gruppo Archeologico, Storico, Mineralogico Aronese), ha recentemente allestito dei pannelli (dal parco tutt'intorno) che illustrano le emergenze storiche ed archeologiche che si trovano nei dintorni del parco stesso.


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Questa pagina e' stata aggiornata il 30 novembre 2003
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