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Come e' nato il Parco dei Lagoni


muretto nel parco dei Lagoni. Foto F. D'Amato L'ambiente relativamente integro della zona dei Lagoni, contrariamente a quanto si e' verificato nelle aree circostanti, si deve al fatto che fattori fisici e storici concomitanti hanno, fino a tempi recenti, ostacolato l'antropizzazione dell'area. Infatti, mentre per le comunita' umane del periodo del bronzo e del ferro presenti nell'area, gli ambienti lacustri, sicuramente piu' estesi di quelli attualmente esistenti, e le aree forestali od a brughiera potevano offrire sicure fonti di sostentamento, questi stessi fattori ambientali, congiuntamente alla presenza di torbiere e di substrati inadatti per un proficuo esercizio agricolo, resero in seguito difficile un'utilizzazione a coltura dell'area e impedirono l'insediamento di nuclei di popolazione piu' consistenti.

Mentre, per ora, non e' possibile presumere con piu' definiti contorni l'incidenza che la presenza umana ha avuto fin dalla preistoria sulle caratteristiche della zona, ben piu' rilevanti sono le tracce recenti del passaggio umano e delle attivita' ad esso collegate, per cui assistiamo ai seguenti fenomeni ed alle seguenti dinamiche nell'arco temporale del secolo in corso.

  • Utilizzo dei boschi di Mercurago come fonte di approvvigionamento di legna da ardere e da opera da parte degli abitanti del posto. Tali boschi sono contraddistinti da forme di proprieta' molto parcellizzata.
  • Insediamento nelle zone meno umide o con terreni piu' pianeggianti di aziende agricole, di cui alcune hanno cessato l'attivita' o i cui edifici sono diroccati, ed alcune, specializzate nell'allevamento dei cavalli, sono di notevoli dimensioni ed ancora in esercizio.
  • Utilizzo delle zone dei boschi ai primi del 1900 come poligono di tiro per manovre militari o luogo per accampamento di truppe, di cui rimangono tracce in trinceramenti, piazzole, ecc.
  • Attivita' estrattiva della torba, ora cessata.
  • Discarica di materiali inerti e di rifiuti.
  • Costruzione di tre linee elettriche per l'alta tensione che attraversano il territorio del Parco con effetti paesaggistici e gestionali assai negativi. muretto nel parco dei Lagoni. Foto F. D'Amato
  • Eliminazione di fasce di bosco da parate di una delle aziende agricole presenti, allo scopo di aumentare le aree a pascolo per i cavalli.
  • Interventi di bonifica e drenaggio nelle zone umide.
  • Accentuazione, negli anni '70, del fenomeno degli incendi dolosi che percorrono vaste aree della zona dei Lagoni con pericolo anche per i fruitori e danno al patrimonio faunistico e forestale del Parco.
  • Diffuso fenomeno del randagismo di cani e gatti provenienti dai vicini centri abitati.
  • Urbanizzazione e conseguente lottizzazione di superfici, peraltro limitate, nei Comuni di Arona, Dormelletto ed Oleggio Castello, con inserimento, di manufatti di varie tipologie, in qualche caso paesaggisticamente contrastanti con le caratteristiche dei luoghi.
  • Prelievo faunistico e floristico relativamente intenso, dovuto ad attivita' di caccia, bracconaggio, raccolta prodotti del sottobosco, ecc.

L'istituzione del Parco e' stato il momento conclusivo di un lungo processo di definizione di intenti e l'inizio della gestione dei Lagoni, azione che continua tutt'oggi.

  1. 1970-1971. Incominciano ad apparire sulla stampa locale notizie riguardanti i Lagoni.
  2. Settembre 1971 - estate 1972. Vengono effettuate due importanti campagne di scavi, sotto la direzione della Soprintendenza Archeologica del Piemonte, che portano alla luce i reperti ora ospitati nel museo di Arona.
  3. Giugno 1973. Circa 1500 cittadini firmano una petizione per richiedere alla Regione Piemonte la salvaguardia dell'area dei Lagoni mediante la creazione di un Parco muretto nel parco dei Lagoni. Foto F. D'Amato
  4. Luglio 1973. I Lagoni vengono inseriti nell'elenco delle zone meritevoli di tutela in uno studio compiuto per conto della Regione Piemonte dal prof. B. Peyronel, titolare della Cattedra di Botanica sistematica all'Universita' di Torino.
  5. Inverno 1974-1975. Il Comune di Arona promuove alcuni incontri con le Amministrazioni comunali interessate per dibattere il problema del Parco. 4 giugno 1975. La Regione Piemonte emana la Legge n. 43: "Norme per l'istituzione di parchi e riserve naturali".
  6. Ottobre 1975. La sezione novarese di "Italia Nostra" e l'Associazione "Arona Nostra" presentano alla Regione la proposta di istituzione del Parco Naturale dei Lagoni. Aprile 1976. La Regione indice a Novara una riunione per scegliere le aree della provincia da destinare a Parco.
  7. 27 gennaio 1977. Il Consiglio Regionale Piemontese, con deliberazione n. 136-662, approva il primo "Piano Regionale dei Parchi e delle Riserve Naturali". Tra le 29 aree temporaneamente vincolate figurano al punto 14 i Lagoni di Mercurago.
  8. Estate 1977. Si provvede alla tabellazione del perimetro del costituendo Parco con apposita segnaletica.
  9. Marzo 1978. La Provincia di Novara convoca presso il Municipio di Arona i rappresentanti dei Comuni interessati e delle associazioni culturali, ecologiche e venatorie per una riunione in cui si dovranno discutere i vari punti di vista circa la proposta di legge.
  10. Novembre 1978. Vengono affissi ai principali ingressi del costituendo Parco i cartelli di divieto d'accesso ai mezzi motorizzati
  11. Settembre - ottobre 1979. La Provincia di Novara, dopo ulteriori dibattiti nei comuni interessati, raccogliendo le diverse indicazioni emerse, redige una bozza di proposta di legge istitutiva.
  12. Febbraio 1980. La proposta viene presentata in forma ufficiale, come previsto dallo Statuto Regionale, dalla Provincia di Novara alla Regione Piemonte.
  13. Marzo 1980. Il Consiglio Regionale approva il disegno di legge.
  14. 16 Maggio 1980. Il Presidente della Giunta Regionale Piemontese promulga la Legge Regionale n. 47: "Istituzione del Parco Naturale dei Lagoni di Mercurago".
  15. Autunno 1980 - I Comuni di Arona, Oleggio Castello, Dormelletto, Comignago e la provincia di Novara eleggono i loro rappresentanti per il costituendo consorzio di gestione del Parco.
  16. Settembre 1981. La Provincia di Novara organizza un corso per guardie ecologiche volontarie con riferimento al Parco.
  17. 30 giugno 1982. Viene ufficialmente insediato il Consiglio del Parco ed eletti gli organi direttivi.
  18. Febbraio 1984 - Giugno 1985. Viene assunto il Personale previsto in organico dalle leggi vigenti.
L'inceneritore diventa sede del parco. Foto archivio parco Aspetto odierno della sede del parco. Foto F. D'Amato

L'inceneritore di Mercurago, in Via Gattico 6, diventa sede dell'Ente Parchi. L'edificio e' stato ristrutturato nel 2002 ed ora ospita gli uffici amministrativi, la biblioteca, un'aula didattica, una sala conferenze e il centro visite. A fianco della sede vi sono un'area attrezzata per pic-nic ed un parcheggio.


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Questa pagina e' stata aggiornata il 30 gennaio 2003
Per maggiori informazioni: info@parchilagomaggiore.it