![]() ![]() ![]() Le zone umideai lagoni di MercuragoPercorso azzurro (8,5 Km circa)Le zone umide costituiscono il "cuore" del Parco dal punto di vista naturalistico, oltre che geografico. Sono costituite per lo piu' da paludi e stagni formatisi sui percorsi delle acque di scioglimento del ghiacciaio che circa 10.000 anni fa diede al territorio l'impronta geomorfologica attuale.
Una passeggiata tra ninfee e piccole piante carnivoreIl percorso parte da Via Gattico, presso la Sede del Parco. Al termine di una breve salita, si devia a destra per la "Stra' dal Bagain". Oltrepassata una piccola depressione, raramente sommersa, si imbocca a sinistra il sentiero che conduce alla ex cascina "Camotta" (oggi ristrutturata), lasciando sulla destra due piccole aree palustri con un'estensione di carici (prevalentemente Carex elata) comprese tra quinte arboree ed arbustive di schermatura e caratterizzate fra l'altro dalla presenza di Juncus bulbosus ed Utricularia spp. Oltrepassata la cascina di cui sopra, lo stagno "della Camotta", sulla sinistra del sentiero, e' un esempio lampante del fenomeno di naturale interramento che interessa buona parte delle zone umide del Parco: un'ampia estensione a Caricetum elatae e' resa compatta dalla proliferazione dello sfagno (Sphagnum spp.), variabile l'entita' della fioritura - verso le rive e nei mesi estivi - di Utricularia vulgaris, minuscola e delicatissima specie carnivora.
Il romantico LagoneQuest'ultimo e' lo specchio d'acqua con caratteristiche piu' giovanili dal punto di vista evolutivo; ospita normalmente tra la vegetazione di ripa che lo circonda, numerosi esemplari di Germano reale e Gallinella d'acqua, specie che vi nidificano. Piu' raramente sono avvistabili altre specie tra Anatidi, Ardeidi (soprattutto Airone cenerino, spesso presente anche alla Camotta e verso il confine sud del Parco), Rallidi, svassi e cormorani.
La vegetazione palustre e' particolarmente composita e vi si riconoscono, ben rappresentati, vari stadi del progressivo interramento dinanzi accennato. Approfondimenti sugli aspetti naturalistici delle nostre torbiere si possono trovare nell'articolo di Edoardo Villa comperso sul Martin Pescatore del luglio 2003. La zona umida della Torbera, in fase di avanzato interramento e relativamente isolata, comprende alcuni piccoli specchi d'acqua ospitanti tra l'altro Tuffetto, Gallinella d'acqua e Germano reale nidificanti. Piu' spesso che altrove e' possibile osservare il Martin pescatore.
Tornando sui propri passi attraverso "Stra' di Lagon" si imbocca, al termine di questa, "Stra' di Pianel da Gatic" e dirigendosi a destra si raggiunge nuovamente la sede del Parco.
Questa pagina e' stata aggiornata il 26 gennaio 2005 |